No Martini, no party! Il DDL che vuole smantellare il sistema AFAM

di redazione
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CNAFAM – Il DDL Martini, pur nelle sue varie declinazioni e stesure (l’ultima, di settembre 2017, riunisce tutte le proposte precedenti in un nuovo testo), è rimasto un subdolo e nefasto tentativo di smantellare l’intero sistema AFAM, così come delineato dalla Costituzione (art. 33 comma 5) e dalla legge 21 dicembre 1999, n. 508, che ha dato attuazione (dopo più di 50 anni) al dettato costituzionale, conferendo finalmente “autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile” ad Accademie e Conservatori di Musica.

A fronte di due sacrosante disposizioni, l’art. 1 e l’art. 7, volte a statizzare gli Istituti musicali pareggiati e a immettere in ruolo i precari AFAM, viene richiesta una contropartita assurda e inaccettabile: la soppressione di ogni autonomia delle Istituzioni AFAM, la loro confluenza forzosa e incostituzionale in “Politecnici delle arti” (concepiti in assoluto contrasto con quelli delineati, su base volontaria, dalla legge 508/99).
Ma c’è di più: incredibile dictu, persino gli stessi Politecnici saranno senza alcuna autonomia, in quanto destinati ad essere governati da un “super direttore” di nomina ministeriale, anziché scelto liberamente tra i docenti delle Istituzioni AFAM, e obbligati a seguire “linee di indirizzo” stabilite dal MIUR.
Verrebbe da chiedere quale mente insana abbia partorito un simile concentrato di folli assurdità.
Verrebbe da chiedersi, ancora, che cosa succederebbe se qualcuno avesse l’ardire di proporre alle Università – in cambio di qualche beneficio – di fondersi forzatamente su base regionale e di avere un Rettore imposto dal Governo, anziché eletto fra i docenti universitari: eppure, si ha l’audacia di fare una simile proposta alle Accademie e ai Conservatori.
Si tratta di una proposta irricevibile, di un vero e proprio inaccettabile ricatto, fatto al solo scopo di trasformare anche il settore AFAM – che il mondo ci invidia – in una dependance dei partiti e del potere.
Ma la vera polpetta avvelenata è servita alla fine del pasto, come dessert. E aggiunge al danno anche la beffa.
Dopo aver distrutto il sistema AFAM per immettere in ruolo poche centinaia di precari e statizzare una ventina di istituzioni pareggiate, il MIUR si riserva – all’art. 5 – il diritto di sopprimere le stesse istituzioni che ha appena pareggiato, e di mandare a spasso gli stessi docenti che ha appena immesso in ruolo.
Non plus ultra.
L’esame critico dell’articolato basterà più di ogni altro argomento a svelare l’abisso nel quale rischia di sprofondare l’intero sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica italiana per la dissennatezza del decisore politico, e potrà suscitare interessanti riflessioni nel lettore circa la ormai improcrastinabile necessità di cambiare non solo registro, ma anche (ci si passi la metafora musicale) spartito e orchestra.
A noi non resta che chiosare amaramente: cui prodest? A chi giova tutto ciò?
Forse solo a quella ventina di “super direttori” predestinati, dalle salde amicizie politiche, il cui trattamento economico sarà disciplinato a parte, “con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”.
Per venti persone (rectius, “personalità”), un intero sistema verrà gettato alle ortiche.
Ma non li lasceremo brindare alla nostra salute.
No Martini, no party!

Il Coordinamento CNAFAM, che con i suoi oltre 4000 aderenti rappresenta la principale organizzazione professionale nazionale dei settori artistico, musicale e coreutico italiano, rivendica con orgoglio di aver posto – ormai da anni – la questione della riforma della formazione artistica, musicale e coreutica italiana all’attenzione di Governo e Parlamento.

Troverete tutte le informazioni sul Coordinamento (il Manifesto, il Direttivo nazionale, le Azioni, i Contatti, il modulo di adesione, etc.) sul sito ufficiale CNAFAM:

www.cnafam.weebly.com

I migliori auguri di buon lavoro per l’Arte, la Musica e la Danza in Italia.

Domenico Piccichè
Referente Nazionale CNAFAM

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