No compiti a casa, la rivoluzione pedagogica francese. Lettera

di redazione
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inviata da Eugenio Tipaldi – Come al solito, è dalla Francia che arrivano le novità e le rivoluzioni. Mi riferisco al fatto che uno dei primi atti del presidente Macron è stato quello di vietare i compiti a casa . per un problema di eguaglianza (un tema- guarda caso- di sinistra!).
Infatti, non tutti gli alunni hanno la possibilità di farsi aiutare da genitori acculturati o hanno la possibilità di farsi pagare un’ insegnante che lo segua.
Per evitare discriminazioni, Macron  vuole che i compiti si facciano a scuola, e imporrà che i docenti restino di più al lavoro per svolgere attività di doposcuola e/o di recupero.
Non è dato di sapere se per questo i docenti saranno retribuiti di più ( per i nostri insegnati malpagati, sarebbe il caso).
Sarebbe il caso che anche in Italia s’introducesse un obbligo del genere, specie nella scuola secondaria di I grado. Nella scuola primaria, dove funziona il tempo pieno, non è necessario.
Avrebbe così anche un senso non bocciare nella scuola dell’obbligo. Molti insegnanti pensano che non sia giusto promuovere anche quelli che non lo meritano, per rispetto di chi si è impegnato. Gli alunni che hanno carenze dovrebbero seguire obbligatoriamente di pomeriggio i corsi di recupero.
In Italia ci affida alla buona volontà degli insegnanti. Ci si limita a direttive del tipo: ”Cercate di non assegnare troppo; oppure cercate di non assegnare per il lunedì o per le vacanze”.
Abbiamo una tradizione che ci impone di non scontentare nessuno, e per fare questo scontentiamo tutti.
Al Governo, se rimane in carica, dico: abbiate il coraggio di prendere posizione  e ,se la ritenete giusta, non importatevi delle proteste. Ci saranno sempre le proteste, qualunque posizione si prenda, come è accaduto per l’obbligo dei vaccini che è una legge-secondo me- giustissima. Ma c‘è sempre qualcuno che dice che così si lede la libertà personale, senza considerare la responsabilità collettiva. Martin Luther King diceva: “La mia libertà finisce dove comincia la vostra.” Era un altro rivoluzionario.

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