“No asilo per figli di lavoratori reparti Covid”, è bufera: Comune Pisa chiarisce

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L’interpretazione, ieri a tarda sera, da parte del Comune di Pisa, di una postilla contenuta in un documento del decreto n. 80 del ministero dell’Istruzione ha scongiurato il rischio di quella che per i genitori interessati rischiava di essere una “discriminazione inaccettabile”.

Alcuni operatori sanitari, tra medici, infermieri e tecnici di laboratorio – erano infatti stati avvisati dal nido di non portare stamani i figli a scuola proprio perché lavorano in reparti Covid. Il Comune, interrogato dalle famiglie, ha scoperto che l’articolo 10 del documento ministeriale afferma che non si può far accedere i figli al nido d’infanzia se essi stessi o i loro genitori e accompagnatori sono stati “a contatto con persone positive, per quanto di propria conoscenza, negli ultimi 14 giorni”.

“Quel decreto – avverte l’assessore pisano alle politiche educative, Sandra Munno – presenta una lacuna normativa grave che lascia agli operatori in prima linea l’onere di trovare una soluzione ed è tanto più grave se si pensa che il documento di indirizzo ministeriale è stato adottato dopo avere acquisito tutto le consulenze necessarie da un comitato tecnico scientifico composto da soli medici e che avrebbe dunque dovuto prevedere anche quanto accaduto a Pisa”.

“Non abbiamo mai messo in discussione – conclude il sindaco, Michele Conti – l’accesso dei bambini negli asili, semmai il dubbio era posto solo per il genitore accompagnatore che poteva aver avuto contatti diretti con malati Covid. Quindi nessuna discriminazione, nessun disservizio, ma semplicemente una lacuna normativa a livello nazionale, che si porrà in questi giorni in maniera simile in tante città”

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