“No alle scuole riaperte fino a settembre”. Così Azzolina seguì le indicazioni del CTS. Verbale

“No alla riapertura di scuole fino a settembre”. Questa è l’indicazione del Comitato tecnico-scientifico nel  verbale del 9 aprile, uno dei documenti desecretati e consegnati alla  Fondazione Luigi Einaudi, che li ha pubblicati questa mattina sul sito.

Nella seduta del 9 aprile il Cts discute l’avvio della Fase 2, con un allentamento graduale delle restrizioni adottate per contenere la  diffusione di Covid-19 nel Paese e le prime riaperture. Sulla base delle decisioni degli esperti verranno poi messi a punto i decreti del presidente del Consiglio.

Ebbene, il Cts “dopo aver accuratamente valutato gli scenari epidemiologici derivanti da una riapertura delle  attività di didattica frontale nelle scuole e dopo aver ponderato l’impatto che ne potrebbe derivare in termini d’incremento della diffusione epidemica, unanimemente ritiene, pur consapevole dell’assoluta importanza di garantire il diritto all’istruzione, che nella situazione attuale prevalgano gli argomenti per suggerire il mantenimento della sospensione delle attività didattica frontale fino all’inizio del prossimo anno scolastico”.

“Si ritiene di raccomandare l’estensione di questa misura – si legge nel verbale – anche alle attività didattica frontale per i corsi universitari e pare universitari fino al 31 maggio”, “riservandosi di riformulare ulteriori raccomandazioni oltre quella data in virtù dell’evoluzione della situazione epidemica italiana”.

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