“No alle modifiche al concorso straordinario bis, serve altro”. Comitato di docenti protesta: “Nessun precario resti escluso”

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Giova ricordare che le richieste avanzate da un gruppo di iscritti al concorso “straordinario bis”, quali l’istituzione di una graduatoria di merito ove si includano tutti i partecipanti e dalla quale attingere anche negli anni futuri per le immissioni in ruolo e per coprire tutte le cattedre vacanti, che formalmente diventerebbero graduatorie a esaurimento, la possibilità, per tutti i partecipanti al concorso, di poter accedere al corso abilitante, nonché l’estrazione della traccia 24 ore prima della prova orale, modificherebbero nella forma e nella sostanza i requisiti e le modalità del bando, sia se venisse accolta la modifica prima o in corso di svolgimento delle prove, sia successivamente con la concessione di graduatorie di merito e accesso ai percorsi abilitanti successivi, non previsti dal bando stesso; in sostanza per risultare idonei sarebbe sufficiente unicamente l’essere iscritti!
A tal proposito, sottolineiamo che molti docenti non si sono iscritti poiché nelle rispettive Regioni non vi erano posti a bando e, altresì, perché il concorso non prevedeva abilitazione ma, proprio per la sua natura di straordinario, solamente posti non coperti con selezioni precedenti, essendo per l’appunto ispirato a principi di contingenza.
Se le condizioni che ora, a bando chiuso, vengono richieste avessero caratterizzato il concorso fin dal principio, si sarebbero iscritti molti concorrenti che ambiscono, non necessariamente al ruolo, bensì alla mera abilitazione.

Inoltre, tali richieste risultano, oltre che tardive, alquanto infondate perché in contrasto a quanto previsto in altri concorsi con punteggio minimo di idoneità e perché si reclama una presunta disparità di trattamento, con riferimento a pochissimi casi in cui i candidati sono in numero inferiore ai posti residui messi a bando, disparità che, in questo caso particolare, non ha fondamento dal punto di vista normativo.

Ricordiamo, infine, come molti colleghi siano stati vittime dei continui cambiamenti delle regole che disciplinavano i concorsi, a bandi chiusi, da parte dei Governi che si sono succeduti e riteniamo che non è più accettabile il fatto che non via sia certezza del diritto.

Chiediamo, pertanto, che il bando dell’attuale concorso “straordinario bis” non venga modificato a procedura già avviata per non creare ulteriori discriminazioni tra docenti iscritti e non iscritti a tale concorso, come purtroppo già successo per il concorso ordinario di cui è stato stravolto il format della procedura di selezione senza riaprire i termini del bando per l’iscrizione al concorso.

A causa della persistente e allarmante condizione sociale del dilagante precariato dei docenti, che determina un malfunzionamento della didattica, avanziamo, inoltre, la richiesta dell’apertura di un nuovo bando per consentire, tramite percorsi formativi, l’abilitazione di tutti i docenti con almeno tre annualità di servizio, anche prestate in diverse CdC, compresi quelli con servizio nelle scuole paritarie, abilitazione che continua ad essere negata dall’anno 2014. Ciò per assicurare equità a tutti i docenti precari che intendono abilitarsi e affinché vengano tutelati i loro legittimi interessi.
A tali percorsi formativi abilitanti, al fine di garantire la stabilizzazione secondo la Direttiva Europea 70/99, è necessario far seguire una procedura di reclutamento da prima fascia GPS che si affianchi ai percorsi di reclutamento previsti dalla nuova legge n.79/2022, già normata per l’A.S. 2021/22 ai sensi del comma 4, articolo 59 della legge n.106/2021 e di cui chiediamo la proroga almeno fino all’A.S. 2025/26, come già è stata prorogata, relativamente ai soli posti di sostegno, per il reclutamento dell’A.S. 2022/23.

COMITATO “NESSUN PRECARIO RESTI ESCLUSO”

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