No alle classi pollaio, docenti lanciano petizione per una scuola di qualità: “Garantire diritto allo studio per ogni studente”

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Diversi docenti hanno lanciato una petizione il 25 giugno sul sito Change.org intitolata “Classi Pollaio”. Guidata da Livia Stella, un’insegnante della provincia di Treviso, la petizione ha già guadagnato slancio con 600 firme raccolte, mentre si prepara una lettera aperta al ministro Valditara.

Il fulcro della questione ruota attorno all’aumento degli alunni per classe negli ultimi anni, che ha raggiunto una media di 26-27 nella scuola secondaria di primo grado e fino a 30 nella scuola secondaria di secondo grado.

Stella sostiene che questi numeri soffocanti stanno restringendo l’espressione del talento degli studenti e limitando la capacità degli insegnanti di dedicarsi alla formazione individuale.

Critica con i responsabili, la docente sottolinea che il Ministero dell’Istruzione e del Merito, gli Uffici Regionali e Provinciali e i Dirigenti Scolastici stanno risparmiando sulla formazione degli studenti, alimentando la dispersione scolastica e un pericoloso analfabetismo di ritorno. La situazione è particolarmente critica per gli studenti con disabilità e per quelli più fragili (Bes e Dsa), mentre gli insegnanti sono costretti a perseguire una “utopica” didattica personalizzata.

Il movimento rivendica un cambiamento immediato: ridurre di due unità il numero minimo di studenti per classe in tutte le scuole, secondo il DPR 81/09. L’obiettivo? Promuovere una scuola di qualità in cui il diritto allo studio sia realmente garantito per ogni studente.

PETIZIONE [PDF]

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