No all’abolizione della parola Merito dal Ministero dell’Istruzione. Opposizione all’attacco: “Azione e Italia Viva convergono con il governo”

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In corso alla Camera la votazione degli emendamenti per la conversione in legge del Decreto Legge Ministeri. Non passano gli emendamenti delle opposizioni per quanto riguarda l’abolizione della parola “Merito” dal Ministero.

Italia Viva e Azione votano con la maggioranza. Così la vice presidente di Azione, Mara Carfagna: “Il merito deve essere l’obiettivo e bisogna realizzarlo ovunque”. Risponde Elisabetta Piccolotti, rappresentante di Sinistra Italiana: “Azione e Italia Viva convergono con Fratelli d’Italia sul ministero dell’istruzione del merito, non è un caso. C’è in carica un governo liberista, non vogliono investire nelle zone del paese più povere”.

Stasera abbiamo chiesto a questa maggioranza un sussulto di dignità, invano. Con un emendamento a mia prima firma il Movimento 5 Stelle chiedeva di sopprimere la norma con la quale si aumentano le risorse per lo staff del Ministro dell’Istruzione e del merito, al posto di incrementare gli investimenti sulla scuola. Parliamo di 800 mila euro per il 2022 e 1,28 milioni di euro dal 2023. Al contrario, il nuovo contratto collettivo nazionale dei docenti prevede un aumento di appena 100 euro lorde a regime o piuttosto abbiamo un taglio con l’accorpamento degli istituti scolastici, che eliminerà circa 700 scuole, a discapito, ovviamente, dei territori più marginali e più piccoli. Ebbene l’emendamento è stato bocciato, e così Valditara avrà uno staff più ampio a spese della scuola pubblica italiana. Ecco la politica del merito di questo Governo: dare ai ricchi, tagliando alle categorie che dovrebbero essere considerate una risorsa per questo Paese, come lo sono gli insegnanti. Siamo, dunque, lontani anni luce dal tanto declamato merito su cui ho ascoltato variegati interventi in quest’Aula e, piuttosto, siamo pericolosamente vicini al ritorno della politica che pensa agli staff, alle consulenze e ai privilegi; e, intanto, zero risorse per intervenire sul fronte del precariato, del reclutamento e dei concorsi“.

Così la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Istruzione alla Camera Anna Laura Orrico intervenendo sul DL Ministeri.

DECRETO-LEGGE 11 novembre 2022, n. 173

Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri. (22G00185) (GU Serie Generale n.264 del 11-11-2022)

ART. 6

(Ministero dell’istruzione e merito)

1. Il Ministero dell’istruzione assume la denominazione di Ministero dell’istruzione e merito.

2. Al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 49:

1) al comma 1, le parole: «È istituito il Ministero dell’istruzione, cui» sono sostituite dalle seguenti: «Al Ministero dell’istruzione e merito»;
2) la rubrica è sostituita dalla seguente: «(Attribuzioni)»;

b) all’articolo 50:

1) al comma 1, le parole: «Ministero dell’istruzione» sono sostituite dalle seguenti: «Ministero dell’istruzione e merito» e le parole «Ministro dell’istruzione» sono sostituite dalle seguenti: «Ministro dell’istruzione e merito»;

2) al primo periodo, le parole: «valutazione dell’efficienza dell’erogazione dei servizi medesimi nel territorio nazionale» sono sostituite dalle seguenti: «promozione del merito e valutazione dell’efficienza nell’erogazione dei servizi medesimi nel territorio nazionale»;

3) al primo periodo, le parole: «supporto alla realizzazione di esperienze formative finalizzate all’incremento delle opportunità di lavoro e delle capacità di orientamento degli studenti» sono sostituite dalle seguenti: «supporto alla realizzazione di esperienze formative finalizzate alla valorizzazione del merito, all’incremento delle opportunità di lavoro e delle capacità di orientamento degli studenti»;

c) all’articolo 51, comma 1, la parola: «venticinque» è sostituita dalla seguente: «ventotto»;

d) la rubrica del Capo XI del Titolo IV è sostituita dalla seguente: «Ministero dell’istruzione e merito»;

e) all’articolo 51-ter le parole: «congiuntamente con il Ministero dell’istruzione» sono sostituite dalle seguenti: «congiuntamente con il Ministero dell’istruzione e merito».

3. Le denominazioni «Ministro dell’istruzione e merito» e «Ministero dell’istruzione e merito» sostituiscono, a ogni effetto e ovunque presenti, le denominazioni «Ministro dell’istruzione» e «Ministero dell’istruzione».

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