NO alla riapertura delle graduatorie (un’opinione controcorrente). Lettera

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Inviato da Fabio Codecasa – La mia è un’opinione controcorrente rispetto a quella del 90% dei docenti precari pronti ad imbracciare i forconi e a marciare alla volta del Ministero.

Prima di tutto permettetemi di biasimare apertamente i colleghi (mi permetto di chiamarli così dato che anche io ho avuto l’opportunità di insegnare italiano e storia in un istituto tecnico nel 2019) che utilizzano insulti gravissimi e che scagliano come pietre improperi e maledizioni contro una carica istituzionale a cui tutti noi dobbiamo prima di tutto rispetto.

In secondo luogo, da laureando che non otterrà il titolo per ovvie questioni anagrafiche e temporali entro giugno, questo ipotetico slittamento consente a me e a migliaia di colleghi universitari di mantenere accesa una flebile fiammella di speranza circa il nostro inserimento in terza fascia e l’accesso con serietà al mondo della scuola.

Colleghi per nulla empatici e attenti al proprio tornaconto personale mi hanno ribadito “come noi abbiamo aspettato nel 2017, non potendoci inserire a giugno, tu aspetta il 2023”. Ma a questi colleghi poco lungimiranti voglio ricordare una cosa: il 2017 non può essere paragonato alla situazione attuale.

Con l’apertura della terza fascia fra due mesi, almeno un milione di aspiranti docenti prenderanno d’assalto le graduatorie. Non solo.
Con il prossimo concorso, grazie alla clausola che permette l’ottenimento della abilitazione anche a chi raggiungerà semplicemente la soglia di sufficienza in tutte le prove, anche le graduatorie di seconda fascia torneranno a gonfiarsi (es. il Ministero bandisce un concorso per 50.000 posti, si presentano in 300.000 candidati. 150.000 superano la soglia di sufficienza. Quei 100.000 che non rientrano fra le cattedre messe a disposizione dal Ministero confluiscono in seconda fascia). La situazione era molto più rosea per i colleghi rimasti fuori graduatoria nel 2017.

A questo punto noi giovani generazioni su che cosa potremmo fare affidamento? Sulle inutili MAD? Su un concorso improbabile bandito non si sa quando e che favorirà (più o meno giustamente) gli anni di servizio pregressi? Quale sarà il futuro di noi giovanissimi?

La proposta è questa: lasciate che la riapertura delle graduatorie slitti alla prossima primavera così da includere anche le migliaia di persone che si laureeranno tra luglio 2020 e giugno 2021, nel frattempo istituite altri percorsi di inserimento, come le lauree abilitanti per le nuovissime generazioni. In modo che davvero nessuno venga lasciato indietro.

Vengo ora ad alcune considerazioni di carattere tecnico sul perché sia impossibile aprire le graduatorie quest’anno.
Leggo che l’Anief vuole aprire le graduatorie a luglio. Lo considero scandaloso.
Come potete ritenere possibile che le segreterie e un portale online siano in grado di controllare quasi 2 milioni di titoli (tra vecchi e nuovi inserimenti), punteggi di servizio e documenti di certificazioni e attestati vari in due mesi?

Se ho ben capito, per voi, le segreterie dovrebbero accettare passivamente una pioggia infinita di dati e sulla base di questi ultimi stilare le graduatorie senza analizzare attentamente quanto affermato nei vari modelli predisposti per l’inserimento in terza fascia. Chi mi assicura che il signor Pinco Pallino abbia davvero ottenuto 12 punti nell’a.s. 2018/2019? Chi mi assicura che Caio abbia realmente affrontato e superato il corso EIPASS relativo alle tecnologie digitali?

Mio padre è andato in pensione ad ottobre 2019. Il primo accredito sul conto corrente del suo importo mensile è arrivato a fine marzo. Questo grazie ad una procedura mista digitale + cartaceo che è la stessa adottata dal MIUR. E il numero di pensionati non è più alto degli inserimenti in terza fascia. Ci sono voluti 6 mesi per una domanda di pensionamento. Voi pensate in due mesi di risolvere i problemi del precariato. A meno che non abbiate la bacchetta magica nascosta da qualche parte, lo ritengo improbabile. La Ministra ha pienamente ragione.

Facciamo qualche passo insieme: come pensate si possa fare concretamente?
Di una eventuale correzione del decreto se ne parlerà non prima di metà aprile, a causa delle vacanze pasquali. A quel punto dovrà essere chiamata ad analizzare la questione la Commissione Cultura (e vari altri organi come il CSPI, i sindacati, suppongo la Commissione bilancio, ecc…). Stando ai tempi della politica, questo tira e molla quanto pensate possa durare? Facciamo una stima ottimistica: due settimane. Ad inizio maggio il decreto viene “emendato”. A quel punto deve essere approvato dal Parlamento. Mettiamo che venga approvata la riapertura delle graduatorie a giugno.

Come si procederà, contando che le segreterie saranno impegnate per mobilità, dad, gestione ordinaria ed esami di stato e che ad agosto di norma gran parte dei lavoratori va in ferie?
Prima di elaborare le domande bisogna garantire una finestra mensile di inserimento, no? Facciamo da inizio a fine giugno. A quel punto le segreterie avrebbero poco più di un mese e mezzo per controllare capillarmente e attentamente i titoli e i punteggi presentati, inserire tutti gli aspiranti in graduatoria, aggiornare i dati degli altri 650.000 presenti, PROVINCIALIZZARE le graduatorie, e inserire le preferenze delle 20 scuole per OGNI docente inserito.
Il tutto sullo sfondo delle evidenti difficoltà tecnologiche presenti al Sud e di cui noi tutti siamo a conoscenza, il tutto in piena emergenza sanitaria (perché converrete con me che, anche se uscissimo da questa crisi, sarebbe da sconsiderati aprire le scuole ad un via vai di assistenti amministrativi, tecnici e docenti, giusto?).

Perché qualche riga fa ho scritto che tutto deve essere svolto in un mese e mezzo? Perché il prossimo anno scolastico inizierà il PRIMO di settembre, in anticipo! Questo vuol dire che le graduatorie dovranno essere pronte tassativamente qualche giorno/settimana prima di quella data per permettere ai docenti di prendere servizio e di firmare i contratti.
Il tempo materiale dov’è? E la cura per la salute del nostro personale ATA?

Riflettete.

Prego con tutto il cuore che questa lettera venga inviata al Ministro Azzolina. Vorrei che giungesse all’onorevole tutta la solidarietà e l’apprezzamento per la sua decisione da parte di quelle migliaia di persone che credono nel suo buon operato e che, altresì, venga recapitata all’on. Ascani (PD), all’on. De Cristofaro (LeU), all’on. Sasso (Lega), all’on. Sgambato (PD) e all’ANIEF con la speranza di un cessato ostruzionismo in nome del buon senso.

Vorrei, infine, ricordare con un applauso virtuale il personale ATA, pronto ad essere sacrificato per l’aggiornamento delle graduatorie.

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