No alla proposta FLC – CGIL per i precari della scuola che non piace ai precari

di Lalla
ipsef

Precari della FLC CGIL (inviato da Didier Pavone) – Il taglio di 8 miliardi alle risorse della scuola pubblica statale varato dalla Legge 133/08, dalla Legge 169/08 che ha abolito il modulo nella scuola primaria, oltre alla norma contenuta nella Legge 244/07 che ha tagliato drasticamente le risorse umane per il sostegno agli alunni diversamente abili, come si è potuto vedere in questi ultimi due anni hanno provocato un vero e proprio disastro ad un comparto che aveva già dei grossissimi problemi in termini di successo formativo delle nostre giovani generazioni che già numerose indagini statistiche ponevano agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda la scuola secondaria di I e II grado, mentre hanno fatto precipitare la qualità della scuola primaria che era invece ai primi posti ed hanno nei fatti completamente stravolto i presupposti presenti nella
legge 104/92 per l’integrazione degli alunni diversamente abili che invece era considerata una delle più avanzate al mondo.

Precari della FLC CGIL (inviato da Didier Pavone) – Il taglio di 8 miliardi alle risorse della scuola pubblica statale varato dalla Legge 133/08, dalla Legge 169/08 che ha abolito il modulo nella scuola primaria, oltre alla norma contenuta nella Legge 244/07 che ha tagliato drasticamente le risorse umane per il sostegno agli alunni diversamente abili, come si è potuto vedere in questi ultimi due anni hanno provocato un vero e proprio disastro ad un comparto che aveva già dei grossissimi problemi in termini di successo formativo delle nostre giovani generazioni che già numerose indagini statistiche ponevano agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda la scuola secondaria di I e II grado, mentre hanno fatto precipitare la qualità della scuola primaria che era invece ai primi posti ed hanno nei fatti completamente stravolto i presupposti presenti nella
legge 104/92 per l’integrazione degli alunni diversamente abili che invece era considerata una delle più avanzate al mondo.

 

La riforma Gelmini è intervenuta, inoltre, su una situazione già ampiamente deteriorata, almeno per quel che riguarda a dimensione del precariato degli insegnanti, con drammatiche ricadute sulla qualità del processo formativo degli alunni. La cancellazione dell’automatismo delle assunzioni sui posti vacanti sancito dalla legge 449 del 1997, il blocco del turn over, la fissazione di un astratto rapporto matematico tra insegnanti di sostegno e alunni che prescinde totalmente dalle concrete e variegate esigenze territoriali, l’uso disinvolto dei criteri atti alla formazione delle cattedre di fatto e di diritto, hanno determinato una dilatazione intollerabile ed in gran parte artificiale dei contratti a tempo determinato, con grave pregiudizio della continuità didattica e delle condizioni di lavoro dei docenti.

In questi 3 anni, soprattutto i lavoratori precari della scuola, vittime sacrificali della crisi economica sbandierata dai nostri governanti, hanno cercato di porre un argine alla messa in atto di questa cosiddetta riforma della scuola, con numerose iniziative quali manifestazioni di piazza, assemblee, convegni dove con dati alla mano avevano preannunciato il disastro che si sarebbe compiuto. Oggi siamo in presenza di classi affollate (cosiddette classi pollaio) impossibilità di sostituire i docenti assenti con conseguente perdita di ore di lezione per gli alunni, scarsissima dotazione di strumenti di supporto all’apprendimento e con una crescita esponenziale della richiesta del cosiddetto “contributo volontario” da parte delle famiglie che di volontario ha ormai solo il nome, essendo le stesse famiglie sottoposte ad un “velato” ricatto da parte dei dirigenti scolastici, che sostengono di non avere fondi per acquistare neanche gessetti e carta igienica.

La riforma Gelmini, nella sua applicazione, ha dimostrato nel progetto di fattibilità di aver provocato, oltre che un consistente impoverimento esponenziale della qualità formativa,anche un vero e proprio cataclisma nella gestione pratica della scuola,cosa preannunciata dai precari docenti e ATA già dal lontano anno 2007/2008 e sottovalutata da chi nelle scuole ci lavorava in pianta stabile e da tutta la società civile pensando che il problema riguardasse solo i precari.I 45.000 tagli applicati sugli ATA (la maggior parti dei quali sui collaboratori scolastici),che prima della riforma Gelmini lavoravano da anni su posti vacanti,ha messo in difficoltà questo personale nell’espletamento dei loro servizi ma, oltre ai tagli, la cosa più assurda è che si sta cercando di sminuire e mettere in ridicolo il servizio reso dai collaboratori scolastici nelle scuole,i quali, con un costo irrisorio per lo stato,oltre a coprire una miriade di mansioni, rappresentano, principalmente, quella figura lavorativa che espleta tutte quelle funzioni pratico-manuale che permette al dirigente scolastico, ai docenti e a tutti quelli della segreteria la possibilità di mettere in pratica la realizzazione del Piano dell’offerta formativa.

Bisogna purtroppo sottolineare che di fronte a questo scempio le risposte delle forze politiche di opposizione sono state alquanto blande e si sono fatte presenti solo quando i lavoratori precari hanno adottato misure estreme di protesta come l’occupazioni degli USP, scioperi della fame e il blocco dei traghetti sullo stretto di Messina.

Sul versante sindacale invece se, dopo lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre 2008, si è riscontrata una profonda divisione dei sindacali confederali con CISL, UIL, ex GILDA e SNALS che hanno di fatto accettato questa “riforma”, dall’altra parte CGIL e sindacati di base hanno messo in atto un assurda guerra di contrapposizione che ha avuto il solo effetto di logorare il movimento nazionale dei lavoratori precari che si era consolidato in moltissime provincie italiane. I sindacati di base si sono distinti per iniziative isolate senza nessuna volontà di condivisione di un percorso da intraprendere assieme ai movimenti, mentre la CGIL ha
optato per manifestazioni poco più che simboliche e scioperi tardivi, che hanno provocato una sorta di rassegnazione nei lavoratori della scuola, soprattutto nei precari che più di ogni altro hanno subito la mannaia dei tagli che hanno comportato circa 132.000 posti in meno nell’arco dei tre anni.

Oggi, in occasione della sentenza della corte costituzionale che ha ritenuto illegittime, l’istituzione delle code introdotte da Fioroni nella Legge 296/06 e riproposte della Gelmini con il DM 42/09 con l’aggiunta delle 3 provincie che ha di fatto reso ingestibile il sistema di reclutamento dalle graduatorie sia per il conferimento delle supplenze annuali che per gli incarichi a tempo indeterminato, il mondo dei precari della scuola è in spasmodica attesa di come il Ministero darà seguito a questa sentenza. Un altro effetto deleterio di questa insopportabile attesa circa l’aggiornamento delle graduatorie è che i 230.000 lavoratori precari iscritti nelle graduatorie provinciali di tutta Italia, presi da questa “ansia”, sembrano aver perso il motivo originario che ha causato la perdita del loro posto di lavoro e cioè la controriforma Gelmini che ha provocato tagli di ben 132.000 posti di lavoro.

A tal fine bisogna purtroppo sottolineare che la proposta della FLC per il “precariato ed il reclutamento” sembra andare incontro alla volontà di questo governo di voler bloccare la mobilità dei precari della scuola non prendendo nessuna posizione, anzi basando tutta la sua proposta sul fatto che il ministero emani un decreto che non preveda trasferimenti di provincia. Sul fronte dell’aumento degli incarichi a tempo indeterminato “l’operazione centomila” proposta dalla FLC CGIL ci sembra, oltre che ottimistica come previsione di organico di fatto e di diritto al netto dell’ultima tranches dei tagli, quanto meno inopportuna perché al ribasso, lasciando nei fatti ben 130.000 precari al loro destino, e poi maldestra come “proposta” fatta al governo; al massimo sarebbe stata accettata come “ricevibile” in quanto un sindacato non può che vedere come positiva l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori precari.

Inoltre, non vi è chi non veda che, senza il contestuale ripristino dell’automatismo delle assunzioni sui posti lasciati vacanti da pensionamenti o altro e lo sblocco del turn over, qualsiasi infornata di passaggi in ruolo, di qualunque grandezza essa sia, non risolverebbe in maniera definitiva il problema del precariato che, puntualmente, si riformerebbe in breve tempo.

Irricevibile appare poi la proposta dicongelamento delle graduatorie provinciali con impossibilità di trasferimento in altra provincia che segna a nostro avviso un punto di non ritorno della FLC a favore di una deriva personalistica del concetto di diritto che va oltre le sentenze stabilite dai giudici che servono proprio a dirimere le questioni tra due parti in contrasto. Come abbiamo più volte detto in questi anni con forza al nostro
Presidente del Consiglio, le sentenze dei giudici vanno rispettate e non aggirate con leggi ad personam. A conferma di ciò lo stesso Ministero sembra ormai costretto a dover dare la possibilità di trasferimento in una sola provincia ma a pettine, rendendo così la proposta FLC di congelamento dei trasferimenti assolutamente intempestiva e fuori luogo.

La proposta di una sub-graduatoria nazionale da utilizzare però solo dopo l’esaurimento della graduatoria provinciale ci appare uno “specchietto per le allodole” in quanto utilizzabile solo in pochissimi casi, oltre che anticostituzionale in quanto anch’essa una coda ponendosi dopo un’altra graduatoria.

La proposta di un percorso abilitante senza numero chiuso ci appare invece intempestiva in quanto in un periodo di duri attacchi alla qualità della professione docente, delle abilitazioni di massa senza esame di ammissione sarebbe un regalo inaspettato ai nostri denigratori. Sarebbe inoltre troppo favorevole a questi colleghi che potrebbero scegliere liberamente le provincie nelle quali inserirsi mentre lo stesso non potrebbero fare i precari già abilitanti bloccati nelle graduatorie d’origine.

La proposta infine di istituire dei nuovi canali di abilitazione mediante concorso con immediata assunzione sancisce l’abolizione di un sistema di reclutamento basato sul punteggio di servizio che è stato in questi anni
un baluardo insormontabile per la libertà della professione docente e che guarda caso è oggetto di attacchi gravissimi di molti esponenti dell’attuale governo compreso il Presidente del Consiglio. Il mantenimento del sistema delle graduatorie come sbocco naturale di qualsiasi nuovo sistema di abilitazione all’insegnamento è per noi un punto di fondamentale importanza che vorremo che la nostra organizzazione sindacale non abbandonasse a favore di più o meno velate forme di “chiamata diretta” quali sarebbero i concorsi banditi anche da reti di scuole territoriali.

Alla luce di queste considerazioni, i PRECARI DELLA SCUOLA AUTOCONVOCATI ISCRITTI FLC di seguito propongono dei punti che considerano irrinunciabili, suddivisi in questioni di carattere generale e strettamente tecniche, alla FLC-CGIL, ma anche a tutte le organizzazioni sindacali, alle istituzioni ed alle forze politiche di opposizione e maggioranza.

Temi di carattere Generale

1) Abolizione della riforma delle scuole medie di I e II grado (L.133/08) e successive disposizioni.

2) Abolizione del maestro unico nella scuola primaria (L.169/08) e successive disposizioni.

3) Ritrasformazione delle attuali graduatorie provinciali ad esaurimento in permanenti con possibilità di trasferimento in unica provincia a “pettine”

4) Congelamento della tabella di valutazione dei titoli da inserire nelle graduatorie.

5) Istituzione di un percorso abilitante per i non abilitati a numero chiuso secondo le esigenze dei territori con obbligo di immissione di quest’ultimi nelle graduatorie trasformate in permanenti. Assoluta contrarietà ad ogni forma di "sanatoria" che abiliti nuovo personale non selezionato tramite concorso per esami e che ecceda il contigente determinato dalla programmazione regionale

6) Abolizione del tetto massimo di un insegnante di sostegno ogni due alunni diversamente abili su base provinciale e ripristino delle deroghe per l’assegnazione di ore aggiuntive per casi di disabilità gravi(L. 44/07) come stabilito dalla sentenza della corte costituzionale (Sentenza n.80 del 22/02/2010)

7) Assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale ATA presente nella graduatoria permanente di 1°fascia

8) Congelamento delle graduatorie permanenti 1°fascia pers. ATA fino al completo esaurimento, consentendo, nelle graduatorie congelate ESCLUSIVAMENTE l’inserimento dell’invalidità e della legge 104.

9) Garanzia di un reddito minimo fisso per il pers. ATA inserito nella graduatoria permanente di 1°fascia dopo l’esaurimento dell’indennizzo di disoccupazione e in attesa di ricollocamento.

10) Ripristino dell’automatismo delle assunzioni su posti vacanti tramite la modifica della legge 449 del 1997 e sblocco del turn over tramite modifica dell’art.1 comma 523 legge n.296 del 2006 e dell’art. 66 della legge 133 del 2008.

11) Rifiuto totale di qualsiasi proposta di valutazione dell’operato dei singoli docenti; da prendere in considerazione semmai la valutazione dei singoli istituti nella loro globalità rispetto al successo formativo degli alunni.

Temi di carattere tecnico

12) Istituzione di un tetto massimo del 30% di cattedre di diritto o di fatto da assegnare a trasferimenti, utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie interprovinciali.

13) Procedere, per le graduatorie ATA congelate, ad una accurata verifica dei titoli di accesso e dei titoli (di servizio e culturali) valutati.

14) Obbligo da parte delle scuole paritarie di assumere il personale docente dalle graduatorie permanenti con contratto identico a quello in vigore per il personale assunto dalle scuole statali

15) Assoluta parità di diritti tra lavoratori della scuola a tempo indeterminato e lavoratori della scuola a tempo determinato (scatti di anzianità aspettativa, permessi per esami, permessi brevi, etc.)

16) Abolizione della norma che da facoltà ai Dirigenti scolastici di assegnare ore di supplenza ai docenti interni all’istituto anche oltre l’orario di 18 ore

17) Obbligo assoluto di pubblicazione e ossibilità da parte degli USP di dare spezzoni anche inferiori alle 7 ore

18) Definizione dell’organico di fatto e di diritto almeno 10 giorni prima della data di convocazione delle nomine annuali

19) Possibilità per il lavoratore della scuola nominato su nomina annuale di optare per un nuovo incarico su eventuale e straordinaria seconda convocazione dell’USP.

20) Visibilità dei riservisti e possessori di L.104 nelle graduatorie ad esaurimento.

PRECARI DELLA SCUOLA ISCRITTI FLC-CGIL Antonio Condorelli – Catania Paola Migliaccio – Catania Emma Giannì – Sciacca (Agrigento) Renato Gentile – Agrigento MariaRosaria Improta – NapoliVincenzo Terracino – Napol iMaria Chiara Longo – Catania Didier Pavone – Catania Raffaella Carrara – Catania Fortunata Franceschino – Catania Salvatore Porzio – Catania Maria Pinieri – Catania Piera Leocata – Catania Giuseppa Faro – Catania Roberta Scarpulla – Catania Rosanna Aiello – Catania Paola Indelicato – Catania Deborah Carmela Garufi – Siracusa Dorella Bonavoglia – Siracusa Dario Portale – Catania Patrizia D’amico – Catania Cinzia Candeloro – Catania

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