No alla Maturità 2020 in presenza: se solo uno degli insegnanti o degli studenti avesse febbre o raffreddore, cosa accadrebbe?

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Raccogliamo le testimonianze pro e contro gli esami di Stato in presenza per le V classi della secondaria di II grado. Il Ministero dovrà decidere nelle prossime settimane quali indicazioni fornire agli insegnanti e alle famiglie, alla luce dell’andamento della curva dei contagi da Covid 19 ed eventualmente mettendo in atto tutti gli accorgimenti necessari per rendere sicuro il luogo di lavoro. 

Libero Tassella Scuola Bene Comune-Ora immaginate 6 commissari interni con mascherina più un presidente esterno notaio con mascherina ( quella chirurgica non serve a nulla) e guanti e ancora lo studente con mascherina e guanti. Serve anche l’occhiale protettivo.

Poi pensate ai docenti con l’art. 21 o l’ art.33 commi 5,6 7 da sostituire, possono chiedere di essere esonerati dallo svolgimento degli esami.

E se passa la proposta Colao gli ultrasessantenni sono da esonerare anch’essi.

Chi assiste una madre ottantenne potrebbe regalarle il virus quest’estate.

Tutti poi dovrebbero misurare la temperatura con termoscanner ogni mattina e come minimo dovrebbero essere sottoposti a uno o più tamponi durante lo svolgimento di tutte le operazioni d’esame.

Gli ambienti vanno bonificati all’inizio e alla fine della giornata. Il pavimento e i banchi e soprattutto le maniglie delle porte vanno lavati ogni giorno, non parliamo dei servizi igienici.

Tutti devono stare a una distanza superiore a un metro, l’OMS parla di 1, 82.

Nella stanza inoltre dovrà essere presente anche un altro candidato come testimone, sempre a un metro e ottanta.

Se un commissario ha solo un mal di gola o un raffreddore dovrebbe essere tenuto a dichiararlo e se arrivasse il risultato positivo di un tampone di conseguenza per quella commissione dovrebbe fermarsi tutto.

Dimenticavo, il ventilatore se c’è, fa muovere il virus nell’aria.

Il tutto avverrà in un clima caldo umido insopportabile.

In queste condizioni la commissione sarà chiamata a  stare dalle 6 alle sette ore al giorno

Non voglio pensare cosa succederà con il Presidente burocrate e l’altro convitato di pietra di un esame di stato che è la burocrazia.

Un esame in presenza movimenterebbe 13.000 docenti e 500.000 studenti che per arrivare alla sede degli esami utilizzeranno anche i mezzi pubblici.

Mi auguro che i politici e gli esperti riuniti dal Ministro Azzolina pensino a queste cose, pensino ai docenti che lavorano al Nord e dopo gli esami di Stato tornano al Sud o dal Sud vanno al Nord a fare esami e tengano conto di quello che ha detto l’Inail e cioè che i docenti che hanno più di 55 anni devono essere sottoposti a test sierologici e potrebbero essere dichiarati momentaneamente inidonei al lavoro.  Quanti dei 13.000 docenti che saranno nominati commissari hanno superato i 55 anni?

Allora Ministra, io penso che dobbiate cominciare a lavorare per un esame a distanza senza perder più tempo, siamo già al 25 aprile.

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