“No al reclutamento dei docenti senza verificare che conoscano la loro disciplina”: l’appello degli intellettuali

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No all’idea che si possano reclutare i nuovi insegnanti senza verificare che conoscano la loro disciplina, solo sulla base di qualche conoscenza astratta di buro-pedagogia: è questo il contenuto dell’appello firmato da alcuni tra i maggiori intellettuali italiani, tra cui Alessandro Barbero, Piero Bevilacqua, Emiliano Brancaccio, Mino Conte, Giulio Ferroni, Carlo Ginzburg, Dacia Maraini, Ana Millan Gasca, Tomaso Montanari, Adriano Prosperi, Lucio Russo, Adolfo Scotto Di Luzio, Salvatore Settis.

L’appello si riferisce alla bozza relativa alla nuova organizzazione dei concorsi per futuri docenti e il DPR del 13 giugno 2023, n. 81. Le Disposizioni in materia di reclutamento del personale scolastico e acceleratorie dei concorsi PNRR prevederanno infatti una prova scritta, per accedere agli orali, totalmente non disciplinare, «con più quesiti a risposta multipla volta all’accertamento delle conoscenze e competenze del candidato in ambito pedagogico, psicopedagogico e didattico-metodologico, nonché sull’informatica e sulla lingua inglese».

Un filtro – denunciano gli intellettuali – con le solite sminuenti modalità dei quiz, per impedire l’accesso alla funzione docente a chi non si sia adeguato al pensiero pedagogico unico ministeriale, che autopresuppone una propria inesistente scientificità, non suffragata da nulla al di fuori dell’arroganza e dell’autoreferenzialità di chi la sostiene“.

Nella petizione si invitano “con la massima determinazione – per il bene dei nostri studenti e della società italiana tutta – i soggetti governativi a cui afferiscono queste decisioni a modificare immediatamente la bozza relativa alle nuove modalità di reclutamento dei docenti, evitando qualsiasi filtro di tipo ideologico e dando nelle prove concorsuali la giusta centralità alle conoscenze disciplinari“.

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