Un no al ddl in musica rap

di redazione
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Luigi Mazza, Coordinatore nazionale GAE IN RUOLO – NON UNO DI MENO – Autori del pezzo due musicisti siciliani, Antonio e Vincenzo Sacco, in arte Leon e Teschio, di Francofonte (Sr) ma ormai stabilitisi a Milano, che sotto l'impulso delle preoccupazioni sul ddl di una docente, Floriana Milazzo, hanno messo in musica i timori, le paure, la rabbia, la protesta degli insegnanti, soprattutto di chi è in GAE.

Luigi Mazza, Coordinatore nazionale GAE IN RUOLO – NON UNO DI MENO – Autori del pezzo due musicisti siciliani, Antonio e Vincenzo Sacco, in arte Leon e Teschio, di Francofonte (Sr) ma ormai stabilitisi a Milano, che sotto l'impulso delle preoccupazioni sul ddl di una docente, Floriana Milazzo, hanno messo in musica i timori, le paure, la rabbia, la protesta degli insegnanti, soprattutto di chi è in GAE.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché protestano gli iscritti in Gae se fanno parte del piano di assunzioni straordinario che il governo ha proposto con il disegno di legge 2994.

Perché quello del Governo è solo fumo negli occhi, il numero complessivo dei posti vacanti e disponibili e dell'organico funzionale non coprirà l’intera domanda degli iscritti nelle GAE e migliaia di essi non saranno immessi in ruolo il primo settembre 2015.

Son passati sotto traccia nei media e fra i politici due commi (5 e 10 dell'articolo 8 del ddl) che creeranno nuovo precariato.

Il comma 5 dell'articolo 8 dice espressamente e senza possibilità di interpretazioni: "In caso di indisponibilità di posti per gli albi territoriali indicati, non si procede all’assunzione"?

Il comma 10 sempre dell'articolo 8 dice: "Il comma prevede la perdita di efficacia di tutte le graduatorie di merito e ad esaurimento di cui al comma 2, lettere a) e b), per i gradi di
istruzione della scuola primaria e secondaria, ai fini dell’assunzione con contratti di qualsiasi tipo e durata".

In parole povere, migliaia di docenti non saranno assunti e saran sbattuti fuori anche dalle Gae, e tutto questo è insostenibile. Non si chiuderà una pagina dolorosa, se ne aprirà un'altra ancor più dolorosa.

Ma non protestiamo solo per la criticità in ambito assunzioni, la nostra protesta è su tutto il disegno di legge.

Tutto ruota sui super poteri assegnati ai Dirigenti scolastici. Potenziare le funzioni del Dirigente scolastico significherebbe farlo diventare un deus ex machina, con potere di decisione sia in entrata, con la libertà di scegliere i docenti dagli albi territoriali, sia in uscita, con la libertà di licenziarli con una semplice valutazione negativa durante l'anno di prova. Si manderebbe, quindi, l'unico ambito della nostra società ancora integro verso pericolosi rapporti clientelari.

Vogliamo essere assunti ma da cittadini non da sudditi.

Gli albi territoriali si trasformeranno in una sorta di Limbo dantesco, dove confluiranno anche i docenti di ruolo che chiederanno il trasferimento. La paura di finire negli ambiti territoriali porterà i docenti di ruolo a rimanere bloccati nelle scuole d'appartenenza, immobilizzati.

I docenti che verranno chiamati dagli albi territoriali saranno assunti su piani triennali che potranno non essere rinnovati, creando un'instabilità totale, geografica ed anche didattica, che non permetterà d'insegnare liberamente (come l'articolo 33 della Costituzione garantisce) ma li farà vivere in un'eterna ansia, con la paura di tornare negli albi territoriali alla fine del piano triennale.

E poi i finanziamenti dei privati che creeranno scuole di serie A, nelle zone ricche del Paese, e scuole di serie B, in zone povere dove nessuno investirà, immaginate scuole di quartieri come lo Zen di Palermo o Scampia a Napoli. I nostri ragazzi devono avere le stesse possibilità in qualsiasi scuola d'Italia.

Per tutti questi motivi diciamo no al ddl della vergogna e saremo in piazza il 5 maggio assieme a tutti i colleghi dell'universo scuola.

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