“No al concorso straordinario durante il Covid-19”, i docenti precari: “Assurda la fretta, ci sentiamo umiliati”

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“Chiediamo come sia possibile considerare sicuro un concorso che prevede 70.000 docenti che si spostano per l’Italia intera e come si concilia la scelta di non bloccare il concorso con gli accorati e numerosi appelli al limitare al minimo gli spostamenti che provengono proprio dal governo”.

Così i docenti precari in un lungo post sul gruppo Facebook ‘No concorso straordinario durante Covid’, che conta quasi 5mila partecipanti, protestano ancora una volta contro la decisione di non rinviare, nemmeno con l’ultimo Dpcm di ieri, il concorso straordinario per gli insegnanti iniziato il 22 ottobre scorso.

“Chiediamo – scrivono – come faccia il Cts a considerare oggi sicura la procedura, tenendo conto dello spostamento che il concorso prevede (con tanto di appelli alla limitazione degli spostamenti da parte di ministri, virologi e lo stesso Governo)”.

“Continuiamo a ripetere – spiegano gli insegnanti precari – l’assurdità di tutta questa fretta: stiamo lavorando nelle scuole (ancora aperte) e il governo ci obbliga a fare lunghi viaggi, solo perché il Miur non ha preso la responsabilità di inserire ogni candidato nelle sedi vicine alla propria residenza. Per non parlare dei viaggi fuori dalla regione (anche di 800 km) o intra regionali anche di 200 km (un criterio assurdo, alfabetico, di assegnazione sede che non permette di partecipare in sedi anche nella propria città o paese)”. In più, “numerosi docenti non potranno partecipare perché positivi al Covid o in isolamento”.

“Ci sentiamo sviliti – concludono – non ascoltati e non capiamo perché. Questa è l’ennesima umiliazione che subiamo. Ma soprattutto siamo preoccupati di poter essere veicolo di contagio, ritornando il giorno dopo dalle nostre famiglie e dai nostri alunni”

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