No al concorso ordinario per gli IRC. Lettera

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Inviato da Angela Loritto – Cari colleghi, ancora una volta verifichiamo che chi ci governa e decide per noi lo fa nella piena ignoranza della materia per la quale va a legiferare.

In una risposta che la senatrice Granato da’ ad una collega dimostra la sua ignoranza in merito alla materia in discussione.

Quando la senatrice scrive che gli insegnanti di religione sono dichiarati idonei dal Vescovo della diocesi, in quanto l’insegnamento è confessionale, mentre l’abilitazione all’insegnamento statale prevede l’accertamento di competenze professionali specifiche dell’insegnamento, dimostra che non sa di che cosa sta parlando.

La senatrice farebbe bene a leggere le sentenze della Corte Costituzionale, la quale è intervenuta finora 9 volte in materia di irc, con pronunciamenti tutti successivi all’accordo di revisione del Concordato lateranense. Si tratta di due ordinanze, n.363/85 e n. 914/88 e di 7 sentenze dall’ 89 al 2006.

Allora, forse, avrebbe diritto di esprimere delle opinioni visto che ad oggi le sue parole sono solo l’espressione di pregiudizi ideologici che mal si addicono ad un personaggio politico. Anche se è pur vero che il livello culturale di certi politici è sceso ai minimi termini. È anche vero che dimostra di ignorare i termini della proposta del Senatore Pittoni.

Ai sensi della L. 59/17 la prova orale del concorso proposto prevede una prova di carattere didattico – metodologico, dove non vengono accertati i contenuti di carattere religioso dato che il docente è in possesso dell’idoneità diocesana, ma proprio gli aspetti relativi alla professione, esattamente come è stato fatto per gli altri docenti.

Verificare l’incompetenza di personaggi che hanno cariche di tale levatura, ci fa capire la deriva della società che non ha più validi elementi di confronto.

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