No al concorso nella scuola statale

Di Lalla
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Rete Precari Scuola Sicilia – “Finalmente"12000 nuovi insegnanti giovani e meritevoli nobiliteranno la scuola Statale dal momento che l’ultimo concorso risale ormai al 1999. E’ questo l’annuncio da parte del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: “A settembre uscirà il bando per il nuovo concorso per le assunzioni dei docenti”.  L’esclamazione nasce spontanea: “Che atto temerario!".

Rete Precari Scuola Sicilia – “Finalmente"12000 nuovi insegnanti giovani e meritevoli nobiliteranno la scuola Statale dal momento che l’ultimo concorso risale ormai al 1999. E’ questo l’annuncio da parte del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: “A settembre uscirà il bando per il nuovo concorso per le assunzioni dei docenti”.  L’esclamazione nasce spontanea: “Che atto temerario!".

La sua temerarietà però non si placa, nelle sue parole, velatamente fa intendere, al pubblico che ascolta, che dal 99 in poi neppure un docente abbia nobilitato le istituzioni scolastiche con merito ma solo per “anzianità”, per stanchezza e consuetudine. Dalle sue parole trapela l’idea fuorviante che i precari della scuola, che da anni protestano contro i tagli e per il loro diritto di essere assunti a tempo indeterminato, sono dei parassiti buoni a nulla che pretendono il posto senza alcun diritto e privi di ogni professionalità, vecchi, stanchi che non hanno più nulla da dire e dare.

E’ bene che tutti sappiano che i precari inseriti nelle cosiddette “graduatorie a esaurimento” hanno vinto il concorso o i concorsi e che da allora hanno sempre insegnato. Che i precari ,giovani e forti, sono invecchiati dentro delle gabbie chiamate graduatorie ad esaurimento inseguendo instancabilmente i capricci di una classe politica che cambiava le regole del reclutamento dei docenti ogni anno, ricominciando ogni volta, studiando ogni volta, cambiando ogni volta metodologie e pratiche. Ogni volta hanno dovuto passivamente sorbirsi le farneticazioni di un sogno rivelatore, di una notte di mezza estate quasi insonne del ministro di turno, per risollevare le sorti di una scuola statale sempre più depauperata di risorse.

Questi Docenti lavoratori a progetto, hanno così acquisito in decenni tutte le competenze professionali, tecniche e tecnologiche per formare le nuove generazioni , possono essere assunti a costo zero per la collettività. Ma i governi son sordi e ciechi, continuano gli scandali dei concorsi per dirigenti scolastici e nascono i test da settimana enigmistica, di puro nozionismo mnemonico,per abilitare i nuovi insegnanti. Continua il merito di essere l’amico dell’amico, dell’amico di turno.

Ma quest’ultimo governo, il governo dei saggi, dei tecnici che doveva porre fine ad anni e anni di sperpero nella pubblica amministrazione, che ha strombazzato che era finita l’epoca delle vacche grasse, che si dovevano fare i sacrifici, magari mandando i propri figli a scuola provvisti di carta igienica e possibilmente di sedia. che nella scuola non c’è più un euro, cosa fa? Spende 120 milioni di Euro per avviare l’ennesima macchina clientelare. E siccome sappiamo che il Ministro Profumo è persona competente e pragmatica, lo invitiamo a svelarci a chi ha dovuto cedere per avviare questa mostruosità. Faccia outing, lo dica da quali settori sono arrivate le pressioni, perché è veramente impossibile che possa credere davvero a quello che ha annunciato.

Per questi motivi i lavoratori precari della scuola denunciano questa assurda campagna di disinformazione, denunciano l’assenza dei loro rappresentanti come cittadini e lavoratori ed invitano tutti i cittadini italiani a reagire con sdegno, invitano i giovani a non cadere nella trappola delle promesse, invitano a non proseguire con l’ennesimo sperpero di denaro pubblico che invece di garantire virtù e nobiltade è causa di un’ulteriore speranza di una generazione che con noi è già stata svanita. Abbiate la creanza di non illudere le nuove generazioni con la bugia del merito.

I lavoratori precari della scuola gridano a gran voce il loro

NO AL CONCORSO NELLA SCUOLA STATALE

Noi non chiudiamo le porte all’innovazione, al merito, a maggiore professionalità ma il concorso nella scuola, così come concepito, rappresenta un ritorno al passato e non un passo verso il futuro.

Per questo invitano tutti i lavoratori precari e non della scuola, ma anche e soprattutto tutti i cittadini italiani, a prendere coscienza e partecipare a tutte le mobilitazioni che saranno avviate nelle più grandi città d’Italia e che culmineranno con una manifestazione a Roma entro la prima metà del mese di settembre.

Antonio – A) Il formarsi delle Graduatorie ad esaurimento NON è colpa dei docenti in esse incluse, ma dello stratificarsi nel tempo degli errori operati dalla politica.

B) Per poter essere inclusi nelle suindicate Graduatorie bisogna essere abilitati all’insegnamento attraverso delle procedure concorsuali indette dallo Stato.

C) Fino ad oggi i docenti hanno potuto insegnare, anche per decenni, con le vecchie abilitazioni ed oggi, per non essere penalizzati, devono rifare una nuova abilitazione? Forse esse non sono più valide o sufficienti?

D) I docenti inclusi nelle graduatorie (soprattutto quelli " storici" come me) hanno prestato servizio alle dipendenze dello Stato, sono stati pagati dallo stesso (con retribuzioni misere e sempre al livello 0 di anzianità) e accumulato un’esperienza didattica più che decennale, vivendo ogni anno contesti scolastici i più veriegati e difficili possibili, con sacrifici personali ed economici non indifferenti e comunque sempre con nomine del Ministero della Pubblica Istruzione attrverso i suoi organi periferici: Dirigente dei Provveditorati o Dirigenti Scolastici delle Scuole Pubbliche.

D) Non esiste altra Pubblica Amministrazione, se non il MIUR, che abbia ancora in vigore graduatorie di Concorsi Pubblici datati 1990 e 1999 (se non ricordo male entrambi a 0 posti :incredibile è stata l’unica P.A. ad indire pubblici concorsi senza posti a bando!!!! meditate gente , meditate!!!!!!!) per l’assunzione nei ruoli del personale. Personale, che paradossalmente, in molti casi, ma nessuno lo verifica, fino all’immssione in ruolo ha svolto un altro lavoro, contrariamente al personale delle GaE che ogni anno da sempre lavora certamente nella scuola.Ciò è confermato dalle differenze spesso abissali di punteggio fra chi entra in ruolo dalConcorso e chi dalle GaE: pertanto, è giusto che chi lavora sitematicamente nella scuola pubblica debba maturare una precedenza nelle assunzioni in ruolo rispetto a chi ha deciso, nel frattempo, di intraprendere un’altra strada?

E) Nel MIUR è possibile che i docenti possano contestualmente svolgere la libera professione, attraverso una semplice dichiarazione al Dirigente, sottraendo sia il tempo e l’attenzione dovuta ad un’attività così delicata quale quella di insegnare e sia cattedre utili ai docenti che svolgono solo l’attività di insegnante e, per di più, al solo scopo di percepire la futura pensione da Pubblico dipendente giacchè, è notorio, quella da professionista è di gran lunga inferiore. Chiamasi anche questo . . . meritocrazia.

Ora fatte queste premesse (e tante altre sarebbero da aggiungere!!!!!) e alla luce dei pesantissimi tagli del personale perpretati negli ultimi anni, la risposta del Ministero "tecnico", per cercare di trovare una soluzione a questo annoso problema che ogni anno e da troppo tempo devasta la vita delle persone, è stata . . .udite, udite, . . .. . prima il gran pasticcio dei TFA, poi la riconversione (se non obbligatoria ma di fatto certamente sì) del personale sovrannumerario sul sostegno, lo slittamento nei ruoli ATA degli ITP ed ora, dulcis in fundo, il concorso a cattedra. Avrebbe detto il grande Totò : "alla faccia della spending review.!!!". Effetto finale di tutto ciò :invece di risolvere i problemi già esistenti ne aggiungiamo altri.

Ma Sig. Ministro, non sarebbe meglio (invece di illudere i giovani e i meno giovani) assumere il coraggio di scelte decisive, importanti e coerenti con la situazione di fatto che si è venuta a creare nel tempo, ripeto, NON per colpa dei docenti? Ad esempio, per essere concreti: prevedere un piano pluriennale straordinario di assunzioni in ruolo su tutti i posti liberi e disponibili con il superamento di un incomprensibile ed anacronistica distinzione fra organico di diritto e organico di fatto al pari delle quattro aree del sostegno, giacchè non è differenziabile l’insegnamento derivante da suddette distinzioni?

E se, Sig. Ministro, una volta azzerate le Graduatorie ad Esaurimento, quindi fra qualche anno certamente, si stabilisse un nuovo modo di selezionare il personale della Scuola attraverso dei corsi di studi universitari con curricula specifici, che abbiano valore abilitante anche per il sostegno, per le conoscenze linguistiche e di informatica?

E se alla fine di questi percorsi si formassero delle uniche graduatorie regionali e/o provinciali da cui attingere di anno in anno a seconda del fabbisogno effettivo di personale dell’Amministrazione, evitando così il riformarsi di altro precariato?

La mia, indubbiamente, è una delle possibili soluzioni, certamente da integrare, approfondire, rendere realizzabile concretamente, ma rimane una linea guida su cui lavorare seriamente, perchè cerca, comunque, di dare una svolta decisiva ad una situazione che così com’è è diventata è del tutto ingovernabile; tant’è, che chi si avvicenda al Ministero e cerca di metterci del suo, finisce inevitabilmente per incancrenire ancor di più il sistema, che, ripeto, va ripensato completamente attraverso il coraggio di scelte nuove e risolutive dei problemi.

Daniele – Caro Ministro Profumo sono un Docente precario, giovane perchè quando ho iniziato, 10 anni fa, avevo 27 anni, meritevole perché, con sforzo e sacrificio, ho superato tante selezioni, capace perché questo lo ha stabilito una commissione di Docenti universitari che mi ha dato il titolo abilitante con un esame finale di stato e lo ha stabilito lo Stato perché ogni anno mi incarica a coprire cattedre vacanti. Caro Ministro Profumo io sono un Sissino orgoglioso di servire lo stato ogni anno e ogni
qualvolta me ne dà l’opportunità.

Caro Ministro Profumo di gente come me nelle graduatorie ad esaurimento ce ne sono tantissime, non c’è bisogno di mortificare ancora tutti questi lavoratori già mortificati dalla crisi, dai tagli e soprattutto da un futuro che diventa sempre più incerto.

Caro Ministro Profumo anzicchè bandire un nuovo concorso dia futuro a quanti come me servono lo stato da anni.

inviata in redazione – Sono nata nel mondo della scuola, figlia di egregi insegnanti, che tanto mi hanno insegnato su questo mestiere che ritengo, ancora, essere uno dei più belli. 10 anni di insegnamento, da precaria, centinaia di studenti con cui e per cui ho lavorato, facendo il mio meglio e da cui ho ricevuto tanto. Un giorno mi dissero che la Ssis mi avrebbe dato l’occasione di abilitarmi, che poi avrei dovuto solo aspettare…e il posto di ruolo sarebbe arrivato anche per me….

dopo i concorsi a cattedra del’99 furono istituite le ssis per abilitare… i concorsi sono stati aboliti perché si era dato avvio alle scuole di specializzazione “SSIS”, con cui, in risposta agli accordi di Lisbona del 1989, validi per tutta l’Unione Europea, si intendeva predisporre un piano di assunzioni che garantisse al Ministero dell’Istruzione l’effettivo fabbisogno di docenti e, a chi superasse i due anni di corso e l’Esame di Stato, il posto di ruolo. riporto, per amor di precisione i termini di legge:
“L’esame di Stato che si svolge al termine delle Scuole di specializzazione di cui alla legge 19 novembre 1990 n. 341, successivamente disciplinato dal decreto del 26 maggio 1998 del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica emanato di concerto con il Ministro della pubblica istruzione ha, ai sensi dell’art. 1,comma 6-ter, del decreto legge 28 agosto 2000 n. 240, convertito con modificazioni dalla legge 27 ottobre 2000 n.306, VALORE DI PROVA CONCORSUALE ai fini dell’inserimento nelle graduatorie permanenti previste dall’art. 401 del decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297, come sostituito dall’art. 1, comma 6, della legge 3 maggio 1999 n. 124, e consta di una prova scritta e di un colloquio”.

dovevano essere l’unico canale possibile per accedere al mestiere dell’insegnante, vennero poi fatti dei corsi abilitanti che incrementarono ulteriormente il numero dei precari abilitati…nel 2004 quelle graduatorie vennero definite ad esaurimento…e tale dicitura lasciò legittimamente intendere che da quelle e da quelle sole graduatorie si doveva attingere per i ruoli…sono passati molti anni e in Italia ci sono ancora vincitori di concorso, inseriti nelle graduatorie di merito, e abilitati ssis, aventi titolarità concorsule, che ancora attendono il ruolo…in molte regioni e in molte classi di concorso le graduatorie ad esaurimento esplodono di precari che una volta erano giovani…e ora non lo sono più…

il concorso non va fatto perchè da quelle decisioni ne sono state prese altre che hanno svilito la scuola italiana: la riforma gelmini e la riforma fornero…

l’ultimo governo aveva promesso un piano triennale di assunzioni che di fatto non ha esaurito nè le graduatorie di merito nè quelle ad esaurimento per un numero esorbitante di vincitori già di concorso, pluriabilitati etc…ora vogliono ulteriormente ingannare una categoria che ha subito fin troppo..

la soluzione non è il concorso…non ora e non per queste categorie di precari che da anni fanno funzionare la scuola…bisogna invece permettere il turn over, lasciando andare in pensione già gli aventi diritto, diminuire il numero di alunni per classe…creare nuove cattedre riformando di nuovi i licei e i curricula degli altri tipi di istituti…

il concorso costerà 120 milioni di euro…se non di più…basta prendere in giro gli italiani…

precaria storica, abilitata ssis, nelle GaE dal 2004…10 anni di insegnamento.

Gli iscritti in graduatoria ad esaurimento sarebbero “parcheggiati”?

Francesca – Vorrei porre l’attenzione sull’articolo pubblicato su “La Repubblica” in data 25 agosto 2012 (pp. 6 e 7), nel quale si annuncia il nuovo concorso per diventare insegnanti. In particolare, mi offende che in tale articolo i professori iscritti nelle graduatorie ad esaurimento siano definiti “parcheggiati”. Vorrei puntualizzare che i docenti sono stati abilitati dallo Stato, in vario modo a seconda delle decisioni del momento; molti di noi hanno frequentato le SSIS, tanto frettolosamente chiuse, durante le quali siamo stati ampiamente valutati: il percorso comprendeva infatti un test d’ingresso ed una prova scritta per l’ammissione, decine di esami (da 6-9-12 CFU), un tirocinio di due anni con supervisore e in classe affiancati da un docente, idoneità di lingua europea, elaborato finale, nonché esame finale con prova scritta ed anche orale. Il certificato ottenuto reca la dicitura di “certificato di specializzazione” e riporta tutta la lista degli esami sostenuti, con VALUTAZIONE parziale delle singole prove e complessiva dell’esame finale di abilitazione. A norma di legge, l’abilitazione è conseguita a seguito dell’esame finale avente valore di prova concorsuale. Inoltre i docenti svolgono da anni il loro lavoro con alta professionalità, garantendo il funzionamento della scuola e spesso lo svolgimento degli esami di Stato (a “causa” dei quali molti non si vedranno pagate le ferie non godute perché “colpevoli” di aver lavorato oltre il 30 giugno, dato che la proroga degli esami supera il limite del 6 luglio, data del decreto).

Non si tratta dunque di PARCHEGGIO, dato che la permanenza in graduatoria è un DIRITTO sancito dalla legge, in attesa di acquisizione del ruolo (numerose sentenze stanno infatti confermando tale diritto in virtù di una norma europea).

Marina – Salve, ogni giorno quello che si legge fa capire quanto siano distanti dalla realtà ministero e "addetti ai lavori".

1 – Fanno un concorso, a detta loro per "aiutare i giovani" ….ma i giovani ne sono esclusi, visto che in parte è per solli abilitati, in parte può entrare chiunque purchè laureato entro il 2002 (così pare) . Be… giovani qui non ne vedo, visto che non si abilita nessuno dal 2006.

2 – Se il ministro volesse DAVVERO aiutare i giovani, invece di fare un’inutile concorso (i giovani stanno facendo il TFA… basterebbe fare entrare i nuovi abilitati in GAE, (possibilmente levando l’anticostituzionale numero chiuso), non si
capisce perchè il titolo abilitante non debba dare la possibilità del posto come una volta con la graduatoria permanente)…e "i primi "10" entrano subito" (tanto per fare un’esempio)

….E poi, naturalmente, il ministro dovrebbe BATTERSI PER FARE ABBASSARE L’ETA’ DELLA PENSIONE. Questo è il vero punto nodale. Il vero reclutamento nuovo, viene dal pensionamento. Concedete a professori stanchi di andare in pensione, ed entrano tutti, l’età media si abbassa e il precariato scompare. I posti che si vantano tanto di voler dare in questo concorso… erano i "minimi posti" già noti da anni, per il normale ricambio. (quelli che nonostante "l’impegno" neanche la Gelmini è riuscita a tagliare), in questo concorso non c’è nessuna rivoluzione ma tanto spreco di soldi e di energie.

3 – Vorrei chiarire a qualcuno del ministero, se non l’ha capito, che nelle "graduatorie esaurite" c’erano "abilitati". Se sono esaurite… NON CI SONO PIU’ ABILITATI. Quindi significa che il concorso non serve… prendeteli da TFA!!!!!

Perchè SPRECARE 120.000.000 di euro… con un concorso che è un doppione fatto male????

Quanti nuovi posti di insegnante si possono creare con questa cifra? tanti Quante scuole potrebbero essere aggiustate, prima che cadano a pezzi del tutto?

Cristiano – Buongiorno, non riesco a trattenermi dallo scrivere ciò che sento dopo aver letto su Orizzonte le tante mail di molti miei colleghi, precari e non. Ho già espresso il mio parare negativo riguardo il concorso, avendolo di fatto già sostenuto dopo due
anni di SSIS. Sono un docente precario di musica e sostegno (possiedo anche il SOS) e adoro il mio mestiere. Ci tengo a precisare che sono uno di quelli che ha sempre lavorato nel sociale prima ancora di sapere di voler fare l’insegnante, per cui la decisione di abilitarmi anche in sostegno non è stata un mero calcolo per poter arrivare prima al ruolo.

A me piace di più essere un docente di sostegno che uno di musica. Lo dico dopo aver avuto esperienza in tutti e due i casi. Detto questo, vorrei qui riportare alcune mie opinioni in difesa delle scuole di specializzazione, in particolare le vecchie SSIS. Mi preme dire – senza offendere nessuno – che l’idea del concorso, sia esso del 1990, del 1999 o del 2012, per assumere docenti, non può applicarsi alla nostra categoria. Un concorso di norma prevede una prova selettiva, uno o più scritti e una prova orale e una volta superato si va ad occupare il posto di lavoro meritato (non sempre in verità). Giusto per certi settori, ma sbagliato per la scuola. Anche se uno studia molto, si prepara, dimostra alla commissione di avere attitudini all’insegnamento, non è sufficiente per poter affidare al vincitore una cattedra, dandogli in mano una classe vera di alunni e di genitori (una classe, soprattutto fino alle medie, è fatta da tutte e due queste componenti), con tutto ciò che una situazione del genere comporta. Il concorso dovrebbe essere, semmai, l’inizio di un percorso formativo serio.

Le SSIS, infatti, prevedevano che oltre alle materie della propria classe di concorso se ne studiassero altre, cinque, comuni a tutti gli indirizzi: pedagogia, didattica, sociologia, psicologia, normativa sanitaria. Prevedevano anche due anni di tirocinio con relativo progetto da presentare nella classe ospitante. Non si può pensare che una volta vinto il concorso, un neo assunto provveda da solo alla formazione; qualcuno potrebbe farlo ma qualcun’altro no.

Pensiamo a quanto accade alla professione del medico: chi si farebbe operare da un neo-laureato vincitore del solo concorso, che ha dimostrato di avere attitudini alla chirurgia, ma che mai ha messo piede in una sala operatoria? Devo confidare in lui che ha provveduto ad auto-formarsi? Correreste il rischio voi? Io penso di no. Pretendo invece che sia stato adeguatamente formato, prima di affidargli la mia vita. Così deve essere per un docente – d’altronde insegnare significa fare un segno dentro e in questo le analogie con la chirurgia sembrano palesi. E non basta nemmeno la risposta che spesso ho sentito darmi “l’esperienza te la fai poi sul campo”. Proviamo a rigirare questa frase al medico di prima: chi accetterebbe di essere il primo a permettergli di fare esperienza?

Per quel che mi riguarda le SSIS non andavano chiuse, ma riviste, ristrutturate seriamente. Lo so bene che la formazione in Italia è un businness e che una volta ammessi alle scuole di specializzazione alla fine si usciva sempre; in effetti quale amministrazione avrebbe rinunciato a circa 2000 euro all’anno per aspirante docente? Le SSIS dovevano essere dei luoghi di selezione, non solo di pre-selezione: anche se uno aveva superato il test d’ingresso non avrebbe dovuto sentirsi al sicuro con l’idea che tanto ne sarebbe uscito comunque vincitore; avrebbe dovuto sentirsi, invece, – come succede nelle accademie militari – sotto continua osservazione.

Con ciò che ho scritto non voglio sminuire chi ha sostenuto il concorso negli anni passati e che, in alcuni casi, sta ancora aspettando una cattedra che gli spetta di diritto. Voglio soltanto dire che fare questo mestiere richiede conoscenza, attitudini, formazione e preparazione continua, perché nella scuola, in una classe, e in genere nella nostra società, le cose cambiano a ritmi vertiginosi e un docente non può permettersi di farsi trovare impreparato.

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