No al cellulare anche per docenti e Ata: “Divieto anacronistico, uso lo smartphone come hotspot per il registro elettronico. Il wi-fi non funziona mai!”

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Non poteva essere altrimenti. La notizia, rilanciata da Il Gazzettino, del pugno di ferro della preside nei confronti dell’utilizzo dello smartphone a scuola (no anche per docenti e Ata) ha scatenato un diluvio di commenti sui nostri social. 

Tanti, tantissimi sono i commenti sull’argomento. I nostri lettori espongono il proprio punto di vista, raccontano le loro storie e mettono in evidenza le contraddizioni del provvedimento emanato dalla dirigente scolastica.

Scrive Maria Teresa: “Certo, giusto, docenti e studenti sono uguali e soprattutto entrambi ne fanno lo stesso uso. Ma fatemi il piacere, riconosciamo i ruoli di ognuno e diamo dignità alla scuola e alla figura del docente”

Erika risponde: “Lo smartphone lo usiamo per il registro elettronico e come hotspot perché internet in classe non funziona mai!!!”

Gaspare sottolinea: “Lo smartphone è la penna, l’agenda, la rubrica, il post-it, lo zaino con i libri, il raccoglitore delle verifiche, il faldone con gli appunti.. Non è il mezzo il male ma l’uso che se ne fa”

Audina spiega: “Noi docenti ci lavoriamo spesso e volentieri!!!! Sicuramente nn ci facciamo i selfie!!!!!”

Antonio riflette: “Strumenti didattici equivalenti allo smartphone per tutti gli studenti e per gli insegnanti. In seguito si può pensare a far qualcosa. Non credo un medico in sala operatoria usi il proprio smartphone, quindi non è necessario neppure per i docenti”

Giorgio propone: “Forse la scelta più giusta sarebbe stata quella di istituire un’ora al mese educazione digitale nella quale insegnare ai ragazzi quando è sensato e utile usare il cellulare quando no”

Fabrizio è innovativo: “Il testo di musica ha il barcode per le basi e gli approfondimenti interattivi. Collegandosi con una cassa wi-fi evito di portare cd e stereo”

Daniela racconta: “Mai usato il cellulare in classe in tutta la mia carriera! Intanto il dirigente manda sempre la circolare e in genere non si telefona, al massimo si riceve una telefonata urgente o una telefonata di servizio, e comunque si chiama il personale ATA un attimo e la telefonata si fa corta; la vita personale sta fuori dal luogo di lavoro! Ma parlare di PROIBIRE il telefono ad un adulto che in molti casi potrebbe averne bisogno proprio per tutelare i suoi discenti mi pare demenziale!”

Emanuela ricorda: “Ma come facevamo una volta che non c’erano i cellulari, semplice, per necessità i genitori chiamavano la segreteria, e se un alunno avesse avuto bisogno, la bidella chiamava i genitori, siamo sopravvissuti, e forse era meglio, senza cellulare a scuola”

Maria afferma: “Assurdo equiparare alunni e personale scolastico: per i minori valgono regole diverse rispetto agli adulti ovunque”

Sottolinea Maria Chiara: “Il rifiuto della tecnologia non porta a nulla. I docenti usano il cell per velocizzare alcune pratiche, ricevere comunicazioni urgenti, non certo per giocare. Casomai sarebbero le famiglie a dover istruire i propri figli e guidarli ad un uso consapevole!!!!”

Infine Antonio: “Io direi anche basta messaggi su WhatsApp ed email al di fuori degli orari d’ufficio a casa”

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