No ai concorsi in piena pandemia. Lettera

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Inviato da Carmen Paterniti – Gentile Ministra della Pubblica Istruzione,sono una docente che giorno 28 ottobre dovrà recarsi fuori dalla propria regione, per precisione dalla Sicilia alla Campania, per sostenere il concorso straordinario su ruolo.

Adesso le chiedo, alla luce delle aggregazioni che ha stabilito, se forse non era il caso di mettersi un po’ nei panni di chi dovrà sostenere le spese per il suddetto spostamento, ma soprattutto le chiedo di ragionare sui rischi che ci saranno nell’affrontare un viaggio così lungo. Non riesco a capire come in piena pandemia, in uno stato dichiarato in emergenza sanitaria fino al 31 gennaio 2021, si possa concepire una tal cosa.

Oggi in Italia si sono registrati 3678 nuovi casi e solo in Campania 544 per l’esattezza (più del doppio della regione in cui vivo e dove per altro stanno aumentando anche ogni giorno che passa). Scusi il mio sfogo, ma posso anche capire che verranno attuate tutte le indicazioni anticovid possibili durante le prove, ma non mi dica che possiamo stare sicuri nel viaggiare e fare chilometri e chilometri di strada, mettendo a rischio la nostra vita! Noi precari siamo anche delle persone, siamo mamme che si svegliano presto la mattina per andare a scuola e diffondere il proprio sapere, dopo anni e anni di servizio. La mia è la rabbia di migliaia di persone che non riescono a capire perché in piena pandemia si possa fare finta di nulla.

Abbiamo capito che avete a cuore questi concorsi e le assicuro che anche noi abbiamo voglia di stabilizzarci, di lavorare con serenità e non dover stare col fiato sospeso per ore o giorni nell’attesa delle nomine Gps! Adesso le chiedo gentilmente “perché non optare per l’espletamento del concorso nella regione di residenza di ciascun concorrente o meglio dire dove ha presentato domanda di partecipazione?”

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