No a stage con i generali e visite degli studenti alle industrie belliche. Sì all’accademia della pace. L’appello ANPI e CGIL

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L’Anpi e la Cgil lanciano un appello per chiedere lo stop alle visite scolastiche alle industrie di fabbricazione delle armi e gli stage in ambito militare.

Basta con le visite alle industrie belliche, ai percorsi di alternanza scuola/lavoro nelle aziende produttrici di armi, ai campi estivi con gli Alpini o i reparti della Marina. Creiamo accademie della pace che possano dar vita a gemellaggi tra i nostri studenti e quelli che vivono in zone di guerra”, dicono i firmatari dell’appello, come si legge su Il Fatto Quotidiano.

In questi ultimi anni – spiega Giansandro Barzaghi, presidente dell’associazione “NonUnodiMeno”, già professore e assessore all’Istruzione della provincia di Milano – abbiamo assistito a insegnanti che hanno accompagnato ragazzini della scuola primaria a visitare industrie che producono strumenti di morte, o a inaugurazioni di anni scolastici con alzabandiera alla presenza delle forze dell’ordine, o ancora a stage con generali e ammiragli“.

Non solo: “Lo scorso mese di novembre”, spiega Barzaghi, “è stato sottoscritto un accordo quadro di collaborazione tra l’Ufficio scolastico regionale delle Marche e il Comando esercito della regione, per la condotta di attività informative e promozionali”.

Il provvedimento prevede “momenti conoscitivi incentrati sull’apprendimento di nozioni di educazione civica e sanitaria e di storia militare, in occasione di cerimonie di alzabandiera solenne presso la caserma “Falcinelli” in Ancona, alle quali tutti gli istituti potranno partecipare”. Questo significa che bisognerà, visto l’impegno scritto preso dall’Ufficio scolastico,  “promuovere il progetto a livello regionale, inviando una propria nota agli istituti scolastici della Regione per garantire la presenza degli studenti”.

Inoltre, è previsto che “in seno a conferenze di orientamento e informazione rivolte alle quarte e quinte classi degli istituti secondari di secondo grado”, saranno illustrate “le possibilità offerte dagli istituti di formazione della Forza Armata (Accademia Militare di Modena in primis)”, mentre “alle classi del secondo anno dei licei classici e scientifici” saranno descritte “le possibilità offerte dalle scuole militari dell’Esercito “Nunziatella” in Napoli e “Teuliè” in Milano”.

I firmatari dell’appello si oppongono e propongono una alternativa: “Vogliamo dar vita nelle scuole e nelle università a delle vere e proprie accademie della pace (per distinguersi da quelle militari) che si contrappongano alla penetrazione della cultura di guerra e affermino quella di pace, attraverso progetti di solidarietà attiva, con gemellaggi o interscambi con studenti in zone di guerra oppure con iniziative di cooperazione concreta, per esempio l’invio di aiuti o la costruzione di scuole nelle zone devastate dai conflitti”.

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