Nigris: “La valutazione descrittiva è più dettagliata e completa del singolo voto numerico”

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L’annuncio del ritorno al sistema di valutazione basato sui voti numerici nelle scuole primarie italiane ha suscitato un acceso dibattito.

A novembre, la sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti, ha affermato che il sistema attuale di valutazione per giudizio ha generato confusione e complicato il lavoro dei docenti. Frassinetti ritiene che abituarsi ai voti fin da bambini prepari meglio per le future valutazioni della vita.

Tuttavia, la proposta ha incontrato la resistenza di pedagogisti e docenti. Elisabetta Nigris, docente dell’Università di Milano Bicocca, sottolinea i benefici di una valutazione descrittiva, che riesce a spiegare in modo più dettagliato e completo ciò che lo studente ha appreso. Cristiano Corsini, docente dell’Università Roma 3, mette in discussione l’affermazione di Frassinetti sul fallimento del sistema senza voti, sottolineando la mancanza di investimenti per un monitoraggio adeguato.

La discussione si estende oltre i confini della valutazione numerica. Il pedagogista Mario Maviglia evidenzia la complessità dei giudizi descrittivi rispetto alla semplicità dei voti numerici. Sottolinea inoltre che la valutazione dovrebbe orientare verso il cambiamento e il miglioramento, piuttosto che limitarsi a quantificare e selezionare.

Il dibattito non riguarda solo insegnanti e pedagogisti, ma anche gli studenti. La pressione per inseguire un voto, piuttosto che un reale apprendimento, è una preoccupazione crescente. Matteo Lancini, docente dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, critica il sistema attuale per la sua enfasi sulla competizione e la “caccia al voto”, che rischia di alienare gli studenti.

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