Nigi (SNALS): chiamata diretta da bloccare, permetterà che dirigenti assumano i figli degli amici

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Dopo la parziale vittoria del rinvio della chiamata diretta dagli ambiti territoriali, altrimenti prevista dalla legge già a partire dal settembre 2016, i sindacati della scuola promettono nuove iniziative per bloccarla del tutto. Per il segretario Snals Marco Paolo Nigi si tratta di un ritorno al passato da evitare con ogni mezzo.

Dopo la parziale vittoria del rinvio della chiamata diretta dagli ambiti territoriali, altrimenti prevista dalla legge già a partire dal settembre 2016, i sindacati della scuola promettono nuove iniziative per bloccarla del tutto. Per il segretario Snals Marco Paolo Nigi si tratta di un ritorno al passato da evitare con ogni mezzo.

Nigi, la contrattazione sulla mobilità si è appena conclusa e si è deciso di rimandare a una nuova fase la regolamentazione per la chiamata dei docenti da parte dei dirigenti. Preoccupazioni sono state espresse da parte dell’Anp, che ci vede il tentativo, da parte dei sindacati, di provare a disinnescare la legge 107. È così?

“Per ora l’applicazione della 107 è ferma, il 28 incontreremo anche le altre rsu in piazza Montecitorio proprio per rilanciare le nostre ragioni. Ai rettori delle università hanno impedito di assumere i figli, e coì hanno cominciato ad assumere i figli degli amici. Vogliono fare la stessa cosa nella scuola, ma lo vogliono capire che questa è una repubblica fondata sulla corruzione? Questa legge è un ritorno al passato, il meccanismo del concorso va benissimo, chi vince va subito in ruolo, gli idonei vanno in una graduatoria”.

Una graduatoria da cui, però, non si potrà più accedere al ‘posto fisso’.

“Noi siamo dell’opinione che per entrare nello Stato ci debba essere passaggio concorsuale, che qualifica, che seleziona, che si distingue nettamente dalla chiamata diretta, fonte di favoritismi e di ingiustizie”.

Anche dai concorsi, però, possono scaturire ingiustizie, guardi tutti i ricorsi in tribunale attivati per questo ultimo.

“Sul concorso 2016 si possono fare molte critiche perché innanzitutto doveva ammettere i laureati ante 2001 come si era fatto nel concorso 2012. Si fa una volta in un modo, una volta nell’altro, non c’è un metodo. Ora il Tar ha dato torto ai non abilitati, ma questi verranno ammessi senz’altro con riserva a sostenere le prove e, una volta superato l’esame, nessuno potrà più mandarli via. Ci vorrebbero poche regole chiare per tutti, ci sono troppi bizantinismi, ma lo sappiamo, in tempi di grande offerta e di scarsa domanda ci si fa andar bene tutto”.

Beh, non proprio, tant’è vero che mancano in alcune regioni mancano ancora i commissari probabilmente a causa dei compensi iniqui pensati per loro.

“Il Governo come sempre ha pensato di poter fare le nozze d’oro coi fichi secchi. Adesso ha capito che 50 centesimi per ogni compito corretto sono un’offesa alla dignità dei lavoratori e ha aumentato la cifra, ma potrebbe ancora succedere che in alcune regioni non si arrivi al numero di adesioni richieste. Questo naturalmente comprometterebbe tutta l’operazione”.

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