Nigi: nella scuola italiana si deve ripartire dal rispetto

di redazione
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Alberto Nigi è l’autore di un articolo che mette a confronto diversi sistemi di istruzione del mondo con il nostro e ne trae delle interessanti conclusioni.

Parte dalla Gran Bretagna e dalla Germania in cui gli studi sono molto legati al mondo del lavoro, nel sistema d’istruzione in  Francia si dà molta importanza alla condotta disciplinare, tanto che c’è il sorvegliante in compresenza con il docente.

Passa poi alla scuola finlandese che non prevede esami tra primaria e secondaria, nè prove d’ingresso per l’Università, non esiste bocciatura e il docente è moto rispettato e considerato.

La perfezione sembra essere raggiunta dal Giappone, che insegna agli studenti l’autonomia e potenzia la memorizzazione, il docente è punto di riferimento molto rispettato; gli alunni puliscono le aule, portano il pranzo da casa e sono molto indipendenti, devono imparare l’inglese, lo spirito di competizione è molto alto, come anche la pedagogia basata sul merito.

Ecco le conclusioni a cui arriva Nigi: “La scuola italiana per migliorare, oltre a rivedere metodologie didattiche, innovazione tecnologica e ristrutturazione logistica, dovrebbe mutare radicalmente filosofia. Bisogna prendere sul serio il mondo della scuola ormai trascurato e penalizzato per troppo tempo. Bisogna rivedere e valorizzare la figura dell’insegnante, ridefinirne il ruolo, responsabilizzare gli studenti e indurre le famiglie ad una fattiva e serena cooperazione con l’istituzione scolastica. Bisognerebbe dare molto più spazio all’importanza del rispetto e al significato dei valori fondanti della vera umanità, mostrando anzitutto autorevolezza e, se serve, anche più autorità.”

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