Niente voti sotto il 4, docenti in subbuglio a Bolzano: “Norma calata dall’alto”. E c’è chi dice: “Si tratta del primo passo per una scuola senza pagella”

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Da quest’anno, le scuole superiori dell’Alto Adige hanno adottato una nuova scala di voti che va dal 4 al 10, come stabilito dalla legge provinciale del 29 giugno.

Questa novità, promossa dall’assessore alla Scuola tedesca, Philipp Achammer, ha suscitato un’ondata di proteste tra i ranghi degli istituti scolastici.

L’assessore alla Scuola italiana, Giuliano Vettorato, aveva inizialmente offerto una visuale di flessibilità, sottolineando l’autonomia scolastica nel decidere come applicare la nuova scala. Tuttavia, risulta che la legge debba essere applicata come tale, con le scuole che determinano solo il come attuarla. Marco Fontana, dirigente dell’istituto Cesare Battisti, ha evidenziato come ogni collegio docenti abbia creato una tabella di valutazione, mantenendo la scala dal 4 al 10, ma con metodi di comunicazione migliorati, specialmente attraverso il registro elettronico.

La mancanza di consultazione con la comunità scolastica ha acceso le proteste, come segnala Alto Adige.

Docenti hanno manifestato il loro disaccordo attraverso lettere pubbliche, raccolte firme e riunioni sindacali. La preoccupazione si estende alla mancanza di dialogo diretto con il mondo della scuola.

La situazione è palpabile anche in un altro istituto, dove si evidenzia una certa tensione tra il corpo docente. Un insegnante suggerisce che il cambiamento, pur difficile da digerire, potrebbe essere un’opportunità per migliorare la comunicazione con studenti e famiglie, sfruttando descrittori del voto invece di semplici numeri.

La nuova scala valutativa potrebbe rappresentare un primo passo verso una scuola senza voti? La docente sostiene che sarà più chiaro a fine anno, valutando anche l’approccio degli studenti alle prove di maturità con scale di valutazione differenti. Sottolinea, inoltre, l’importanza di focalizzarsi sulle motivazioni dietro i voti e sul percorso di ogni studente, piuttosto che su una valutazione puramente numerica.

Non solo politici, ma anche esperti del settore educativo e della psicologia sostengono la riforma. Pedagogisti come Daniele Novara critica l’attuale sistema di valutazione focalizzato sugli errori piuttosto che sui progressi. Allo stesso modo, lo psicologo Matteo Lancini afferma che i voti spesso “mortificano e non valutano”. Secondo Lancini, sarebbe utile eliminare anche voti alti, come 9 e 10, per concentrarsi maggiormente sulla crescita personale degli studenti.

TESTO PROVVEDIMENTO [PDF]

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