Niente sesso, siamo a scuola

di Elisabetta Tonni
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Un tempo si cominciava dall’ape sul fiore. Ora i tempi sono cambiati,ma non è cambiato l’approccio degli adulti con l’educazione sessuale verso i più giovani. L’introduzione di spiegare anche sui banchi di scuola, oltre che in famiglia, come vadano i fatti non ha fatto grandi passi avanti, anche se i ragazzini hanno invece cambiato la fonte di apprendimento: dai vecchi giornaletti e confessioni peccaminose sono passati direttamente ai siti pornografici.

È quanto riporta il quotidiano La Stampa che cita anche l’elenco degli stati in Europa dove l’educazione sessuale è materia obbligatoria nella scuola. L’Italia è fuori da questa lista, in buona compagnia con Lituania, Polonia e Romania.

Il tema non è nuovo, anzi; se ne discute da decenni e secondo l’analisi pubblicata dal Parlamento europeo, il freno maggiore a questo tipo di emancipazione in Italia è rappresentato dalla cultura cattolica.

Sull’obbligo di andare oltre alla storia delle api sul fiore e rendere obbligatorio l’insegnamento sessuale nelle aule sono stati presentati disegni e proposte di legge, ma in quarant’anni non sono stati fatti grandi passi avanti. E le curiosità dovute alle ‘tempeste ormonali’ degli adolescenti e addirittura dei bambini dai dieci anni in poi vengono affidate nella parte più pericolosa della Rete: un fenomeno preoccupante che trova riscontro nei dati di Telefono Azzurro.

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