Niente lezioni frontali, niente compiti a casa, una materia a settimana: si apprende di più. Il progetto

di redazione
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In provincia di Biella è stato avviato da circa due anni un progetto sperimentale frutto della cooperazione tra Raffaele Ciambrone, pedagogista  del Miur e l’Ufficio scolastico provinciale.

Modi, questo il nome del progetto, ha introdotto un nuovo metodo didattico, che dopo i primi anni di sperimentazione nelle classi di scuola elementare con ottimi risultati, adesso verrà applicato alle medie.

Si tratta di un nuovo modo di fare didattica, senza lezioni frontali, senza compiti a casa (i ragazzi devono solo rivedere il lavoro fatto a scuola), ma con banchi disposti a isola e attività per classi parallele e aperte.

“Ci eravamo resi conto del fatto che i bambini si distraggono e non imparano, se si passa troppo spesso da un argomento all’altro e da una materia all’altra”. Queste le parole della dirigente dell’Istituto comprensivo di Mongrado, uno dei 14 in provincia che hanno aderito a Modi, e riportate dal “Corriere della sera”.

“Noi invece -continua la dirigente – lavoriamo a blocchi:  per una settimana tutte le mattine ci dedichiamo solo alle materie umanistiche; così il pomeriggio i ragazzi si esercitano sul lavoro svolto. La settimana seguente, tocca a quelle scientifiche”.

Alle medie, è più complicato: “Però il principio è lo stesso: si lavora per blocchi interdisciplinari sullo stesso tema, per classi parallele e aperte che si scambiano i docenti. Un brano di epica può essere lo spunto per un approfondimento di geografia, storia, scienze”.  Le famiglie? “Molto più serene” conclude la dirigente.

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