Nidi e scuole infanzia comunali. Risoluzione PD: piano straordinario assunzioni educatori e insegnanti

Stampa

Diversi deputati PD sono intervenuti, attraverso una risoluzione in Commissione Cultura, sulla questione del precariato nei nidi e nelle scuole dell'infanzia comunale, presentando una risoluzione che impegna il Governo, tra le altre cose, a prevedere un piano straordinario di assunzioni di educatrici, educatori e insegnanti, come avvenuto per la scuola statale con la legge 107/2015, attingendo dalle graduatorie permanenti e dalle graduatorie concorsuali aperte. 

Diversi deputati PD sono intervenuti, attraverso una risoluzione in Commissione Cultura, sulla questione del precariato nei nidi e nelle scuole dell'infanzia comunale, presentando una risoluzione che impegna il Governo, tra le altre cose, a prevedere un piano straordinario di assunzioni di educatrici, educatori e insegnanti, come avvenuto per la scuola statale con la legge 107/2015, attingendo dalle graduatorie permanenti e dalle graduatorie concorsuali aperte. 

La Risoluzione

La VII Commissione cultura, premesso che:

la legge 13 luglio 2015, n. 107 recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” è intervenuta sulle modalità dell’immissione in ruolo e alla reiterazione dei contratti a tempo determinato del personale docente della scuola statale e ha – inoltre – delegato (commi 180-185) il Governo ad adottare, tra gli altri, un decreto legislativo per l'istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, che comprende in particolare nidi e scuole dell'infanzia, di competenza dello Stato, delle Regioni e dei Comuni;
in attuazione dell'art. 1, commi 95 e 96, della citata legge n. 107 lo Stato ha potuto procedere, nell’anno scolastico in corso, ad attuare un piano straordinario di assunzioni del personale precario inserito nelle Graduatorie ad esaurimento, fino a qualche anno fa denominate graduatorie permanenti, dalle quali si attingeva per l'attribuzione di incarichi con contratti a tempo determinato e, per il 50 per cento dei posti disponibili, per l'immissione in ruolo con contratti a tempo indeterminato;

la Corte di Giustizia Europea con pronuncia del 26 novembre 2014 ha affermato il principio che nella Pubblica Amministrazione, anche nel settore scolastico ed educativo (prima esentato con normative nazionali specifiche) non possono essere reiterati i contratti su posti vacanti e disponibili per non più di tre anni;

il comma 131 della legge n. 107 è intervenuto, dunque, sul limite di durata dei contratti a tempo determinato, prevedendo che il limite pari a 36 mesi, anche non continuativi, si riferisca solo ai contratti stipulati a decorrere dal 1°settembre 2016; 
molti Comuni italiani, in particolare Roma e altre città metropolitane, al fine di garantire il funzionamento dei nidi e delle scuole dell’infanzia a gestione diretta, impiegano, oltre al personale di ruolo, alcune migliaia di educatrici, educatori e insegnanti con contratti a tempo determinato inclusi in graduatorie concorsuali o in graduatorie permanenti specificamente costituite per le supplenze annuali o di breve durata, in analogia con la normativa prevista per le scuole statali;
già da qualche anno, l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani (ANCI) solleva con forza il problema relativo alle gravi difficoltà che i comuni incontrano ogni anno nel dover garantire la costante erogazione di un servizio pubblico essenziale quali sono i nidi e le scuole dell’infanzia a causa dei limiti imposti ai Comuni in materia di assunzioni e per i vincoli di bilancio collegati al patto di stabilità interno;
tali vincoli hanno reso impossibile per i Comuni interessati di procedere alla copertura con personale di ruolo di migliaia di posti vacanti che negli anni si sono resi disponibili e, onde evitare l’interruzione di un pubblico servizio e garantire quindi il funzionamento dei servizi hanno dovuto ricorrere, attingendo alle predette graduatorie di personale educativo e insegnante, con contratti di lavoro a tempo determinato;
la spesa pubblica sostenuta è pari se non superiore a quella che si sosterrebbe utilizzando personale con contratti a tempo indeterminato, in quanto per i contratti annuali i comuni erogano dieci mesi di stipendio e la quota parte delle tredici mensilità e del TFR mentre l’INPS eroga l’indennità di disoccupazione per i restanti due mesi; 
come per la scuola statale, appare necessario anche per i nidi e le scuole dell’infanzia comunali garantire un organico di personale stabile al fine di assicurare adeguati servizi educativi e scolastici di qualità pienamente capaci di accompagnare, promuovere e sostenere, in accordo con le famiglie, le varie fasi di crescita, sviluppo e apprendimento delle bambine e dei bambini coniugando la dimensione affettiva, sociale e cognitiva in uno stretto intreccio tra cura ed educazione;
a tal fine, i comuni interessati devono essere messi nelle condizioni di poter definire, in linea con quanto previsto dalla legge n. 107, un piano di azione educativo e scolastico nel rispetto dei seguenti principi:
la centralità del bambino nella progettazione dei percorsi educativo-didattici;
la partecipazione e il raccordo con le famiglie e il territorio;
la continuità e la stabilità della relazione tra educatrici/educatori e insegnanti con le bambine e i bambini; 
la piena e adeguata realizzazione del Progetto educativo e del Piano dell’Offerta Formativa;
la promozione di contesti educativi connotati da attività di ricerca e sviluppo dell’innovazione educativa e didattica;
la documentazione e il monitoraggio dei processi attivati;
nel contesto del Piano di azione debba essere di conseguenza compreso un piano straordinario di assunzioni per la totale copertura degli organici del personale di ruolo dei comuni interessati sia attraverso la stabilizzazione del personale con contratti a tempo determinato inserito in graduatorie comunali permanenti o in graduatorie concorsuali che con l’attivazione di nuove procedure concorsuali;
impegna il Governo:
ad assumere – nelle debite forme – iniziative anche normative che consentano ai comuni di:
di elaborare e realizzare un piano di azione per la salvaguardia e lo sviluppo dei servizi educativi e scolastici per l’infanzia da 0 a 6 anni nel quadro del sistema integrato di educazione e di istruzione previsto dalla legge n. 107 del 2015; 
di predisporre e realizzare un piano straordinario di assunzioni di educatrici, educatori e insegnanti, in analogia con quanto stabilito per la scuola statale con la legge 107/2015, attingendo dalle graduatorie permanenti e dalle graduatorie concorsuali aperte;
di prorogare per il prossimo triennio la facoltà per i comuni, così come previsto per la scuola statale, di reiterare i contratti di lavoro a tempo determinato per consentire loro di procedere all’attuazione del predetto piano straordinario di assunzioni e all’attivazione di nuove procedure concorsuali.

Coscia, Giachetti, Orfini, Lorenza BonaccorsiMarco Miccoli RobertaRoberta Agostini Laura Coccia Simona Flavia Malpezzi Umberto D'OttavioMara Carocci Maria Grazia Rocchi Anna Ascani Camilla SgambatoTamara Blazina Vanna Iori Caterina Pes Manuela Ghizzoni Gianna Malisani Luigi Dallai Roberto Rampi Irene Manzi Filippo Crimì Giulia Narduolo

 

Stampa

Acquisisci 6 punti con il corso Clil + B2 d’inglese. Contatta Eurosofia per una consulenza personalizzata