Il New York Times dedica un articolo al concorsone tra frenesia, disoccupazione e precariato

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Il New York Times on line ha pubblicato un articolo sul concorso per il reclutamento dei docenti, in cui si mette in evidenza la frenesia verso una procedura che mancava da 13 anni e che viene vissuta quasi come un rituale, come afferma la signora Ribolzi, vice presidente dell’Agenzia nazionale per la Valutazione delle Università ed Istituti di ricerca. 

Giulia Boffa – Il New York Times on line ha pubblicato un articolo sul concorso per il reclutamento dei docenti, in cui si mette in evidenza la frenesia verso una procedura che mancava da 13 anni e che viene vissuta quasi come un rituale, come afferma la signora Ribolzi, vice presidente dell’Agenzia nazionale per la Valutazione delle Università ed Istituti di ricerca. 

 Nell’articolo si descrive questa frenesia nel partecipare al concorso da parte di 320.000 aspiranti, anche non precari della scuola, come una possibilità contro la disoccupazione che colpisce circa il 14% dei giovani tra i 24 e i 35 anni: è il caso di Valentina che ha fatto pratica per avvocato negli ultimi otto anni senza riuscire ad essere assunta a tempo pieno da uno studio legale.
 
Intanto molte le critiche da parte di chi invece è in graduatoria da molti anni  e non è ancora stato assunto visti i notevoli tagli al personale degli ultimi anni: è quanto afferma  Marco Paolo Nigi, Segretario Generale dello SNALS-Confsal, la cui dichiarazione è presente nell’articolo insieme all’esperienza di Massimo Gargiulo.
 
Gargiulo è portavoce per il Comitato delle Scuole di Roma, precario, e nell’articolo  dichiara di avere 50 persone davanti  in graduatoria, ma altre gli si porranno con il concorso, visto che il reclutamento è diviso al 50%. "Non è una gara, è una lotteria" dice. 
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