Nessuna strategia didattica è efficace con alunni privi di interesse per la scuola. Lettera

di redazione
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Inviato da Mario Bocola – Si parla di didattica alternativa metodi e strategie, appunto alternative.

Inclusione, competenze, conoscenze, abilità, sono alcuni dei vocaboli più in uso nell’universo della didattica, delle metodologie che servono per condurre gli studenti al pieno possesso delle competenze.

La scuola deve per sua natura sociale, antropologica, formativa portare alla piena inclusione. L’obbligo scolastico, che le leggi del sistema nazionale d’Istruzione, vogliono addirittura portare al diciottesimo anno non è la strada maestra anche se questo un po’ stride con il dettato costituzionale, in cui si afferma che “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi” (art.34 della Costituzione Italiana).

La scuola quindi è importante e studiare è un diritto sacrosanto di tutti gli studenti che spesso viene calpestato dalla presenza nel contesto scolastico di alunni che continuamente ledono il diritto allo studio.

È inutile, in un ambiente didattico complesso parlare di conoscenze, competenze, abilità, strategie didattiche. Tutte le strategie producono risultati, ma ci vuole l’interesse e la volontà, il coinvolgimento dell’alunno che deve cooperare con l’insegnante in classe in un contesto sereno e produttivo.

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