Nessuna notizia sulla terza dose del vaccino per i docenti under 40. Lettera

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Inviata da Valentina Calderan – Egregio sig. Ministro, sono un’insegnante precaria della provincia di Venezia. Le scrivo dopo aver letto e ascoltato le risposte al Question Time di mercoledì 10 novembre, in particolare in merito alla corsia preferenziale per i docenti che si trovano oggi ad aver già superato i sei mesi dalla seconda dose.

Come Lei ben sa, noi docenti abbiamo aderito volentieri e in massa alla campagna di vaccinazione, in un momento particolarmente critico per il mondo della scuola. Ci siamo sottoposti senza remore all’immunizzazione con AstraZeneca, da subito balzato agli onori della cronaca come vaccino “di serie B”. Nel corso delle prime 4-5 settimane di vaccinazione, abbiamo assistito a continui cambi di programma rispetto alle fasce anagrafiche a cui AZ doveva essere destinato, ritiri di lotti per non ben specificate correlazioni con effetti collaterali gravi dello stesso, interruzione della somministrazione delle seconde dosi con AstraZeneca per effettuare invece la vaccinazione cosiddetta eterologa.

Nel marasma della confusione comunicativa, abbiamo fatto il nostro dovere con entusiasmo, aderendo alla campagna vaccinale e pronti a svolgere il nostro lavoro in presenza, come tutti desideravamo fare da mesi.
Ci ritroviamo ora in una condizione di preoccupazione, poiché molti di noi sono alla vigilia dei sei mesi dalla seconda dose o li hanno addirittura superati, come la sottoscritta. Tuttavia, non ci troviamo a svolgere il nostro lavoro in DaD, a distanza, per fortuna, ma in presenza, tutti i giorni, con decine se non centinaia di ragazze e ragazzi, bambine e bambini che non sono o non possono essere vaccinati. Torniamo a casa e abbiamo familiari e amici che vorremmo poter frequentare, con le dovute precauzioni, ma con la tranquillità data dalla copertura rinnovata di una terza dose.

Questa tranquillità, tuttavia, ci viene negata e il nostro destino sembra essere quello di affrontare i mesi invernali con una copertura più bassa – così afferma il Comitato tecnico-scientifico – ma con un’esposizione maggiore, data l’incidenza in rialzo dei casi e la quantità di persone che ci troviamo, per lavoro, a frequentare ogni giorno.

Le chiedo quindi, con rispettosa urgenza, di rivedere la decisione di procedere esclusivamente per fasce anagrafiche, permettendo almeno a chi nel corpo docente abbia superato i sei mesi dalla seconda dose, di prenotare anche la terza dose, senza dover essere utilizzati come “test”, per vedere a che punto sarà la nostra copertura vaccinale dopo sette, otto o nove mesi dalla seconda dose e tenendo conto dell’ingiustizia insita nel fatto che alcune Regioni stiano già provvedendo da qualche giorno ad effettuare la terza dose ai docenti.

Facendomi portavoce di molte colleghe e colleghi che condividono con me la preoccupazione di correre un rischio maggiore, confido quindi nella Sua solerte presa in carico della nostra condizione, certa della Sua comprensione.
AugurandoLe un buon lavoro, Le porgo i miei più cordiali saluti.

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