Neoimmessi in ruolo fase B si sentono beffati. Si rimedierà con la mobilità?

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I commenti più amareggiati a conclusione del piano straordinario di immissioni in ruolo arrivano dai docenti che, nella fase B, hanno ottenuto l'incarico a tempo indeterminato in provincia diversa dalla propria.

I commenti più amareggiati a conclusione del piano straordinario di immissioni in ruolo arrivano dai docenti che, nella fase B, hanno ottenuto l'incarico a tempo indeterminato in provincia diversa dalla propria.

Certo la recriminazione non è per il ruolo, ma per il fatto che a fronte di un punteggio più alto rispetto ai colleghi appena nominati per la fase C, hanno dovuto sottostare ad un meccanismo – chiamasi algoritmo – diverso, che li ha destinati in province lontane dalla propria. Nella fase B venivano infatti assegnati i posti residuali in organico di diritto in quelle province in cui non c'erano più candidati in graduatoria, nella fase C invece i posti sono stati creati attraverso il potenziamento di alcune attività deliberate dai collegi docenti e questo ha permesso di creare, in ogni provincia, un organico aggiuntivo.

I sindacati, durante tutta l'estate, intuendo le conseguenze di tale meccanismo – avevano più volte richiesto di unire le fasi B e C del piano straordinario, a tutela dei punteggi dei docenti inseriti nelle graduatorie. Rimasti inascoltati, non si sa se perchè ormai si fa tutto il contrario di ciò che i sindacati suggeriscono, o perchè vi era la reale convinzione che non vi fossero margini nella legge 107/2015 per agire così.

Certo, anche per gli assunti da Graduatoria ad esaurimento nella fase C la provincia è provvisoria, dovendosi ancora applicare il comma 108 della legge, che prevede per essi la mobilità su ambiti territoriali a livello nazionale, ma è normale che in questo momento la convinzione (e la speranza) sia quella di poter rimanere nella propria provincia, per chi l'ha ottenuta in questa fase (nella fase C le destinazioni verso province diverse è stata di circa il 10%).

A questo punto però i neoimmessi in fase B rivendicano una sorta di "precedenza", in virtù del maggiore punteggio nelle graduatorie utili per le immissioni in ruolo, per poter ottenere la provincia prescelta.

Questa dovrebbe essere inserita "a priori" nel contratto di mobilità, in quanto le tabelle di valutazione dei titoli utilizzate nelle domande di mobilità sono diverse rispetto a quelle delle graduatorie, per cui la scaletta dei punteggi, da sola, potrebbe preferire docenti che nelle graduatorie occupavano una posizione più bassa.

Oggi al Miur è previsto un nuovo incontro sulla mobilità, vedremo quali saranno le proposte avanzate dall'Amministrazione.

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