Neoimmessi in ruolo. Esempio di patto per lo sviluppo professionale tra docente e dirigente: in cosa consiste

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Dopo il primo bilancio delle competenze, che i docenti stanno compilando adesso su cartaceo per poi trasferire le informazioni sulla piattaforma Indire quando a metà gennaio 2016 sarà aperta, dovrà essere stipulato tra gli stessi docenti e il dirigente Scolastico il patto di sviluppo professionale.

Dopo il primo bilancio delle competenze, che i docenti stanno compilando adesso su cartaceo per poi trasferire le informazioni sulla piattaforma Indire quando a metà gennaio 2016 sarà aperta, dovrà essere stipulato tra gli stessi docenti e il dirigente Scolastico il patto di sviluppo professionale.

In esso

Il docente si impegna a frequentare le attività formative, che dovranno essere esplicitate, finalizzate allo sviluppo professionale e al rafforzamento delle proprie competenze didattiche.

Il Dirigente Scolastico si impegna ad autorizzare la partecipazione e a fornire l’informazione in suo possesso circa iniziative interne o esterne di formazione (coerenti con l’elenco sotto riportato).

In particolare, ai sensi dell’art. 5 comma 3 del DM 850/15, devono essere esplicitati “gli obiettivi di sviluppo delle competenze di natura culturale, disciplinare, didattico-metodologica e relazionale”

Tali obiettivi sono “da raggiungere attraverso le attività formative di cui all’articolo 6 e la partecipazione ad attività formative attivate dall’istituzione scolastica o da reti di scuole nonché l’utilizzo eventuale delle risorse della Carta di cui all’articolo 1, comma 121, della Legge” [L.107/15]

ad esempio

[ x] a. nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica;
[ ] b. gestione della classe e problematiche relazionali;
[ ] c. valutazione didattica e valutazione di sistema (autovalutazione e miglioramento);
[ x] d. bisogni educativi speciali;
[ ] e. contrasto alla dispersione scolastica;
[ ] f. inclusione sociale e dinamiche interculturali;
[ ] g. orientamento e alternanza scuola-lavoro;
[ ] h. buone pratiche di didattiche disciplinari

Le attività formative di cui alle lettere contrassegnate (è solo un esempio) diventano obbligatorie.

Il docente neo-assunto redige la propria programmazione annuale, in cui specifica, condividendoli con il tutor, gli esiti di apprendimento attesi, le metodologie didattiche, le strategie inclusive per alunni con bisogni educativi speciali e di sviluppo delle eccellenze, gli strumenti e i criteri di valutazione, che costituiscono complessivamente gli obiettivi dell’azione didattica (art.4 comma 2 DM 850/15).

Al termine del periodo di formazione e prova, il docente neo-assunto, con la supervisione del docente tutor, traccia un nuovo bilancio di competenze per registrare i progressi di professionalità, l’impatto delle azioni formative realizzate, gli sviluppi ulteriori da ipotizzare (art.5 comma 4 DM 850/15).

Esempio di patto di sviluppo professionale

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