Neoimmessi e conferma in ruolo: parere comitato di Valutazione non vincolante, decisione spetta al Dirigente Scolastico

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Alcune pregresse indicazioni, durante il dibattito che ha accompagnato l'iter di approvazione della Legge 107 del 2015, lasciavano intendere che il parere del Comitato di Valutazione in ordine al superamento del periodo di formazione e prova fosse non solo obbligatorio ma anche vincolante. Ma così non è.

Alcune pregresse indicazioni, durante il dibattito che ha accompagnato l'iter di approvazione della Legge 107 del 2015, lasciavano intendere che il parere del Comitato di Valutazione in ordine al superamento del periodo di formazione e prova fosse non solo obbligatorio ma anche vincolante. Ma così non è.

Il comma 4, articolo 11 del Testo Unico della scuola afferma che il comitato esprime altresì il proprio parere sul superamento del periodo di formazione e di prova per il personale docente ed educativo. A tal fine il comitato e' composto dal dirigente scolastico, che lo presiede, dai docenti di cui al comma 2, lettera a), ed e' integrato dal docente a cui sono affidate le funzioni di tutor. Il comma 4 dell' articolo 440, del medesimo Testo, afferma che: “Ai fini della conferma in ruolo i docenti, al termine dell'anno

di formazione, discutono con il comitato per la valutazione del servizio una relazione sulle esperienze e sulle attivita' svolte. Sulla base di essa e degli altri elementi di valutazione forniti dal capo d'istituto, il comitato per la valutazione del servizio esprime il parere per la conferma in ruolo”.

E sempre il comma 4, ma questa volta dell'articolo 13 del D.M. n.850 del 27/10/2015 afferma in via categorica che “il parere del Comitato è obbligatorio, ma non vincolante per il dirigente scolastico, che può discostarsene con atto motivato”.




E' difficile che possa nella realtà emergere un contrasto tra il parere espresso dal Comitato e quello del Dirigente Scolastico, ma qualora ciò dovesse avvenire, sarà il DS a porre l'ultima parola, con atto che in via amministrativa dovrà essere pienamente motivato qualora la sua decisione non sia coincidente, nelle conclusioni e/o nel merito con quella espressa dal parere obbligatorio ma non vincolante del Comitato.

Ed in ogni caso nella ipotesi di giudizio favorevole sul periodo di formazione e di prova, il dirigente scolastico dovrà emettere un provvedimento motivato di conferma in ruolo per il docente neo-assunto. Mentre, nel caso di giudizio sfavorevole, il dirigente
scolastico emetterà un provvedimento motivato di ripetizione del periodo di formazione e di prova. Il provvedimento indicherà altresì gli elementi di criticità emersi ed individuerà le forme di supporto formativo e di verifica del conseguimento degli standard richiesti per la conferma in ruolo.

Dunque il DS non sarà un semplice ratificatore di atti, come d'altronde era già ben chiaro ed evidente da tempo, ma sarà il Comitato di Valutazione ad avere una funzione complessivamente minore quale quella di organo meramente consultivo i cui atti possono contare nulla se non verranno condivisi dal DS e dall'indirizzo che questo vorrà conferire.

Ciò conferma il carattere sempre più fermamente decisionista in essere nella scuola ed il ruolo sempre più incisivo e determinante che complessivamente svolgerà questa figura che da Preside è diventata Dirigente e corre verso il divenire Manager con pieni poteri decisionali.

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