NeoDirigenti con la valigia: qualcuno già pronto a rifiutare incarico, qualcun altro si organizza

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NeoDirigenti Scolastici: si prospettano giorni di ansia per le nomine che nei prossimi giorni saranno effettuate dagli USR. Ai primi 1984 vincitori è stato chiesto di indicare l’ordine di preferenza delle regioni, poi scatterà l’algoritmo di assegnazione. 

Una scelta difficile, come testimoniato da alcuni interventi inviati a [email protected], che abbiamo deciso di pubblicare in forma anonima.

“Agosto casalingo. Le mattinate si dividono tra i bambini da un lato, il cellulare dall’altro; che trilla di continuo, i messaggi si susseguono senza sosta, un gruppo Whatsapp dopo l’altro. La scelta delle regioni, tu cosa metti? Te lo dico se me lo dici tu. Ma in Campania non ci sono posti! Così anche i primi finiranno in Lazio, e quelli dopo? Ma si sapeva dall’inizio, cosa volete, le regole d’ingaggio erano chiare, e l’interesse dell’Amministrazione… papà, vuoi una fetta di torta? Sì grazie: è buonissima! Ma è stata pubblicata la graduatoria? Sì, eccola! Ma il mio punteggio è sbagliato! Anche il mio! Papà, vieni, il piccolo è in piedi sul letto e può cadere! Corro a recuperare il pargolo, il telefono trilla ancora. La scelta delle regioni? Abbiamo un giorno! Forse due, anzi tre, che fortuna! Scorro l’elenco: il mio punteggio, sebbene non disdicevole, non mi consentirebbe di aspirare, come i più fortunati, al Lazio, al Molise, alla Puglia… e dovrei finire lontano, troppo lontano… che fai, rifiuti? sei pazzo! dopo tutta la fatica che hai fatto! Ci sono le nonne, le babysitter, i bambini crescono… già, le nonne, le babysitter… cucino e faccio mangiare il più piccolo, guardiamo i cartoni… la graduatoria sarà ripubblicata oggi, c’erano degli errori! io vado dall’Avvocato! Anche io! Ma non bisogna assolutamente rinunciare, abbiamo fatto tanta fatica! Abbiamo meritato! Penso, peccato essere rientrato quest’anno: tra un paio d’anni, gli ultimi in graduatoria entreranno comodamente nei posti lasciati liberi dai pensionamenti… baby shark du du du du du du, baby shark du du du du du du, a cosa importa all’Amministrazione, all’Interesse pubblico, che tu abbia famiglia? Si prende e si va! Siamo Dirigenti! Già, Dirigenti, nelle ricche regioni del nord, opulente, piene di posti, i vincitori già preparano il primo collegio. Ma se sei campano, e colpa delle colpe hai una famiglia, dei dubbi, sei solo… diversamente dirigente. Eppure lasciare sarebbe una pazzia… papà, ma che fai attaccato al telefono? mi salgono addosso sul divano e ridono, complici, e rido anche io. sarebbe una pazzia… le nonne, le babysitter… quando avrò la possibilità di tornare e trascorrere più tempo con loro avranno forse 8, 10 anni, quanto avrò perso… una pazzia, una pazzia…”

“Il concorso per dirigenti, come specificato nel bando, è nazionale pertanto sapevo che c’era la possibilità di dover andare fuori regione. Non avevo previsto, però, l’arrivo di una meravigliosa pargoletta che, di conseguenza, renderà la scelta “accettare/rinunciare” molto più difficile (dovrò verificare, tra le tante cose, la presenza di servizi per poter conciliare vita privata e lavoro) oltre all’aver ottenuto, come docente, il tanto agognato trasferimento nella scuola dei miei sogni. Al di là delle esigenze personali una riflessione importante, secondo me, riguarda la gestione delle rinunce. Se dovessi andare fuori regione e, durante la scelta della scuola, si liberassero dei posti nella mia zona o in altre più favorevoli dovrei poter optare per la nuova collocazione ma non so se ciò sarà possibile (mi sembra una procedura piuttosto complicata). Se, invece, ci avessero fatto scegliere le sedi (sarebbe stato lungo per noi ma, forse, più semplice per MIUR e USR) avremmo potuto prediligere scuole di regioni diverse ma geograficamente più vicine alla città di residenza o più facilmente raggiungibili (per tipologia di strada, chilometraggio e/o tempi di percorrenza). In Abruzzo, ad esempio, le sedi disponibili sono 17 e la più vicina dista 80 km da casa mia (autostrada+strada di montagna). Nelle Marche c’è Ascoli Piceno che raggiungerei percorrendo 40 km (autostrada+strada cittadina). Ci sarebbero molte altre riflessioni da fare (ad esempio il contesto della scuola di assegnazione rispetto alle nostre competenze) ma preferisco fermarmi qui. Mi auguro di riuscire a trovare la soluzione migliore e che anche gli altri vincitori possano avere una sistemazione adeguata. Dopo due anni di concorso l’essere costretti a rinunciare (anche solo per sopravvenute esigenze personali) sarebbe un peccato. Buona giornata a tutti e buona estate. “
“Ne avevamo contezza quando abbiamo presentato la domanda. Si potrebbero avere delle ingiustizie l’anno prossimo. “
“Ho preparato queato concorso dedicandovi tutto il tempo libero possibile per tre anni,  riuscendo a collocarmi fra i primi 1800 della graduatoria. È stata dura, sono incappato nelle commissioni più severe ma ho salvato l’onore superando tutte le difficoltà. Ora, per semplici ragioni probabilistiche, pur abitando nella regione con il maggior numero di posti disponibili, dovei preparare la valigia per adattarmi ad almeno un triennio di esilio lontano dalla famiglia, dagli amici e da una vita stabile da cinquantenne quale sono.
Parlando chiaramente, credo il concorso nazionale, pur condotto secondo me con trasparenza e correttezza, crea una classe di burocrati apolidi e arrabbiati, come parecchi ne ho incontrati negli ultimi anni,  disposti a tutto pur di fare bella figura con i direttori regionali e guadagnarsi le stellette necessarie al ritorno in patria-  stravolgendo istituzioni funzionanti con prassi spesso illogiche ma corrette sotto il profilo formale. In Francia la designazione del dirigente d’istituto non è  fonte  di sofferenza come da noi, è una prassi banale e funzionale, e sopratttutto non crea sorprese sulla destinazione del vincitore.
Chiedermi di fare la valigia a cinquant’anni significa obbligarmi ad una nuova gavetta  con spese che, nell’ipotesi migliore, mi lascerebbero in tasca lo stesso stipendio che guadagno oggi  stando accanto a mio figlio, lavorando a venti minuti di bici da casa e soprattutto svolgendo il lavoro che amo.
Credo che, facendo bene i conti, sarò costretto a rinunciare all’incarico. Forse il vero intento di questi concorsi nazionali è  di selezionare persone per cui la carriera vale più della famiglia, burocrati senza umanità a cui non posso appartenere. Ringrazio per l’opportunità offerta ma, con le parole di D’Annunzio, vado verso la vita.”

 

Concorso Dirigenti Scolastici, alcuni vincitori preparano le valigie. Algoritmo era previsto, a metà

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