Neoassunti e bilancio delle competenze, formazione del docente. Punti critici della bozza

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La Nota n.36167/2015, successiva al DM n.850/2015, decreto ministeriale recante gli obiettivi, le modalità di valutazione, le attività formative e i criteri per la valutazione del personale in periodo di formazione e di prova, aveva già preannunciato al paragrafo 4 che per la redazione del bilancio delle competenze iniziale sarebbe stato fornito un specifico modello digitale, all’interno della piattaforma on-line predisposta da INDIRE, per agevolare l’elaborazione di questo primo profilo che dà inizio all’anno di prova.

La Nota n.36167/2015, successiva al DM n.850/2015, decreto ministeriale recante gli obiettivi, le modalità di valutazione, le attività formative e i criteri per la valutazione del personale in periodo di formazione e di prova, aveva già preannunciato al paragrafo 4 che per la redazione del bilancio delle competenze iniziale sarebbe stato fornito un specifico modello digitale, all’interno della piattaforma on-line predisposta da INDIRE, per agevolare l’elaborazione di questo primo profilo che dà inizio all’anno di prova.

Pur condividendo, all’interno della bozza, la definizione data al significato del bilancio, inteso come “dispositivo pedagogico in grado di fare emergere la percezione di autoefficacia del docente rispetto ad alcune delle complesse funzioni che è chiamato a svolgere durante il proprio lavoro”, il format appena pubblicato risulta comunque per certi aspetti incompleto.

La bozza dell’INDIRE

Se è apprezzabile nel documento la divisione in tre aree distinte, insegnamento (didattica), partecipazione alla vita scolastica, (organizzazione) e formazione continua (professionalità), articolate in ambiti di competenza, a loro volta scanditi in indicatori che rappresentano le diverse dimensioni caratterizzanti la funzione docente nonché l’utilizzo di un modello descrittivo, basato sulla elaborazione di testi, derivanti dalla riflessione compiuta sugli indicatori di ciascuna area, è tuttavia da far rilevare che il format si presenta lacunoso nella sua strutturazione, giacché tralascia molti degli obiettivi insiti nella redazione del bilancio stesso, a meno che questa bozza non abbia la stessa accezione attribuita a questo strumento nel panorama europeo.

Le finalità del bilancio

Il bilancio delle competenze è in effetti un dispositivo descrittivo, narrativo, autovalutativo allo scopo di poter riflettere sullo stato attuale delle competenze personali e professionali, in aggiunta al fatto che l’azione del rendicontare significa anche prevedere nuove prospettive per migliorare, aggiustare, modificare e sviluppare progressivamente lo stato della propria formazione. E allora è significativo che dalla riflessione affiorata da ogni area indicata nella bozza del bilancio, secondo una modalità argomentativa, si materializzi pure la previsione di una meta da raggiungere ovvero una somma di obiettivi di sviluppo professionale che dovranno concretizzarsi attorno ad uno specifico piano di azione.

Lo scopo

Se il bilancio ha quindi un preciso scopo diagnostico per implementare sviluppi professionali progressivi, costituendo il primo scorcio dal quale prende avvio la formazione del docente neoassunto, è pur vero che nel suo significato più intrinseco, esso serve a:

-identificare lo stato delle competenze personali e professionali possedute, prima che abbia effettivamente inizio la formazione, prefigurando quindi la ricostruzione della biografia personale attuale, condotta sotto forma di indagine diagnostico-investigativa, per dare contezza di ciò che si è in quel preciso momento;

  1. esplicitare concretamente i bisogni formativi che costituiranno il terreno fertile su cui progettare le esperienze future;
  2. individuare i centri di interesse e le motivazioni del docente;
  3. elaborare piste di azioni per lo sviluppo professionale ovvero un piano d’azione, indicando le aree specifiche in cui si
  4. rende necessario agire, ai fini di migliorare le competenze.

Ma, in riferimento a quest’ultima finalità, nella bozza appena pubblicata non vi è traccia alcuna e si offre solo l’occasione di riflettere sugli indicatori elencati, chiedendo al docente di “posizionarsi rispetto alla percezione personale di competenza su tre livelli” specifici: 1) ho bisogno di acquisire nuove competenze, 2) dovrei consolidare alcune competenze, 3) mi sento adeguato al compito.

Le criticità della bozza

Così la bozza, attraverso il modello descrittivo-narrativo pur permettendo al docente di giungere ad una analisi riflessiva su determinati aspetti dell’esperienza professionale, si manifesta però carente nella prospettiva evolutiva di sviluppo, essendo priva di un’area o sezione dedicata agli obiettivi che si intendono perseguire lungo l’asse della formazione, scaturiti dall’analisi riflessiva compiuta; manca cioè il livello delle prospettive per lo sviluppo professionale ossia le intenzionalità dichiarate su ciò che si intende divenire.

Quanto sopra affermato si fonda anche sulle posizioni di due autorevoli studiosi, Carla Ruffini e Vincenzo Sarchielli i quali hanno previsto tra gli obiettivi del bilancio “la costruzione di un progetto di sviluppo personale e professionale fattibile e «realistico»”, sostenendo che il bilancio si costruisce attorno ad uno schema che identifica i cosiddetti “fuochi di analisi”t ra cui spiccano il progetto di sviluppo professionale e il piano di azione, risultanti dall’analisi dei bisogni formativi.

La bozza del bilancio delle competenze

Neoimmessi in ruolo, piattaforma Indire attiva a metà gennaio 2016. Bozza bilancio competenze e fasi formazione

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