Neo Dirigenti Scolastici, incomprensibile scorrimento della graduatoria. Lettera

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inviato da Giancarlo Marcelli, Dirigente Scolastico – Per i duemila circa dirigenti scolastici, neo assunti dopo il concorso nazionale indetto nel 2017 con una modalità molto puntigliosa, successivamente di fatto adeguata alla volontà di velocizzare le procedure, inizia un’avventura impegnativa che presuppone serenità e tranquillità.

Per alcuni sarà così, mentre per altri assegnati a sedi lontane centinaia di chilometri tutto potrà essere costantemente condizionato dalla propria situazione familiare e sociale.

Le sedi regionali, recitava il bando con tutte le tutele possibili della legge 104, andavano assegnate per posizione nella graduatoria nazionale unica, benchè i candidati fossero stati selezionati addirittura da 37 diverse commissioni.

Immagino che l’assegnazione prodotta dai famosi algoritmi ministeriali si sia svolta all’inizio regolarmente, ma non in caso di rinuncia, condizione nella quale si è scorsa la graduatoria e si sono date agli ultimi possibilità non concesse ai primi, con evidenti assurdità per le quali bravi umbri, posti in buona posizione di graduatoria, vanno in Veneto perché chiamati prima, mentre i sostituti dei rinunciatari vanno in Umbria, analogamente per tanti altri concorrenti vincitori non baciati dalla fortuna.

Ho sentito colleghi dirigenti di associazioni sindacali giustificare la scelta con la necessità di velocizzare le procedure, evitando reggenze o rinvii di immissioni in ruolo.

E’, a mio avviso, una giustificazione incomprensibile nel merito del pericolo delle reggenze e in quello più grave dell’incuria verso la lesione del diritto soggettivo di quanti, in posizione utile di graduatoria, vengono sostituiti da ripescati.

Sulle reggenze, benchè non utili alla scuola, non ne capisco la preoccupazione se confrontate con la condizione dei nuovi neo dirigenti inviati lontani e che si concentreranno soprattutto sull’aspirazione di tornare prima possibile nella propria regione.

Di fatto, magari involontariamente, si sono sostituite reggenze annuali di dirigenti stabili con “reggenze” triennali di neo dirigenti delusi e amareggiati per aver studiato tanto e non vedere rispettati i diritti più elementari associati alle regole della procedura concorsuale.

Concludo questo pensiero rattristato dal constatare come l’amministrazione sia stata incapace di operare correttamente e come alcune associazioni di rappresentanza si siano mostrate prive del valore e della tutela del diritto. Non lo auspico, ma sicuramente ci sarà un’altra ondata di ricorsi che ricadranno sulla scuola, altro che concorso veloce e eliminazione delle reggenze!

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