Neo Dirigente Scolastica con legge 104 torna nella propria regione, giudici contro Miur

di redazione
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Dopo le recenti pronunce dei tribunali di Siena, Napoli Nord e Palermo, anche il Tribunale di Roma, si è pronunciato sull’applicazione della legge n. 104/92 al concorso per Dirigente Scolastico e, con ordinanza cautelare del 1/10/2019, ha accolto il ricorso presentato da una neo dirigente scolastica, difesa dall’avv. prof. Andrea Saccucci e dall’avv. Matteo Magnano, dello studio legale Saccucci & Partners.

La ricorrente, in quanto disabile, aveva chiesto di essere assegnata ad un istituto scolastico della propria regione di residenza (Lazio), mentre il Ministero è rimasto sordo a tale richiesta, assegnandole una sede di servizio in altra regione, distante centinaia di chilometri, e non lasciandole altra scelta che adire le vie legali.

Il problema è sorto perché il bando di concorso, almeno apparentemente, sembra irragionevolmente stabilire che i diritti previsti dalla legge n. 104/92 non opererebbero nella fase dell’assegnazione dei vincitori alle varie regioni, ma solo nella successiva fase della individuazione della sede scolastica nell’ambito di quelle disponibili nella regione di assegnazione.

Il Giudice del Lavoro di Roma, dott.ssa Donatella Casari, accogliendo la tesi prospettata dagli avvocati Andrea Saccucci e Matteo Magnano, ha affermato il diritto del lavoratore disabile di scegliere in via prioritaria la sede di servizio, anche in regione diversa da quella di assegnazione.

Il Tribunale ha così ordinato in via d’urgenza di assegnare la ricorrente alla sede di servizio da lei scelta e condannato il Ministero alle spese legali.

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