Nella scuola la guerra tra poveri continua anche quando si entra in ruolo. Lettera

In relazione alla lettera inviata da Stefano Robaldo non c’ è che constatare che purtroppo si continua a gettare fango sui propri colleghi.

Senza voler entrare nei percorsi personali di ciascuno sia a livello formativo che lavorativo mi preme dire che gli insegnanti abilitati hanno fatto tutti dei sacrifici, soprattutto chi è lontano da casa da tanti anni sente tutto il peso di una professione sotto molti aspetti sempre più difficile.

Il fatto poi di aver passato il concorso rende certamente fin da subito il futuro più roseo dopo anni di sacrifici, il resto fino a prova contraria sono ancora deleghe tutte da confermare, ma il dover sostenere ancora una volta una prova orale e quindi tutto sommato l’ ennesimo concorso non mi sembra proprio un regalo visto la grande disparità di trattamento delle varie commissioni dell’ ultimo concorso a cattedra, per non parlare di chi poi è entrato in ruolo dalle GaE senza aver mai fatto un giorno di supplenza e aver svolto l’ anno di prova sul “potenziamento” e adesso si ritrova in barba al vincolo triennale a tornare a casa.

Siate onesti, non sparate sugli altri, non ne avete il diritto, la fase di transizione doveva prevedere per il personale abilitato lo stesso trattamento, il concorso sotto molti aspetti è stato un fallimento, ma mai mi era capitato di sentire che qualcuno entrasse nel merito dei futuri concorsi e del futuro della vita lavorativa degli altri, in fin dei conti dei suoi colleghi, questo è inaccettabile, tanto più che al prossimo concorso potrebbero rendere l’ orale molto più arduo di quanto sia stato il concorso 2016, soprattutto per quanto riguarda le certificazioni informatiche e linguistiche.

Per cui per voi per i quali è finito un’ incubo godetevi il ruolo che vi da certamente quella serenità da anni cercata e meritata, ma sugli altri per favore, per correttezza abbiate la compiacenza di non giudicare quello che sarà il nostro futuro lavorativo e non, visto che si parla di tirocinio o di anno di prova pagato circa 400 euro, per noi docenti di seconda fascia il percorso è ancora in salita, non abbiamo bisogno di portarci dietro anche i commenti di chi si sente il migliore della giungla, perchè il lavoro oggi più che mai è diventato una giungla, soprattutto nella scuola dove le leggi cambiano di continuo, per non parlare dei ricorsi a tutti i livelli.

Luca Gallo insegnante II fascia GI

Ai docenti di II fascia graduatorie di istituto basterà un solo esame per essere insegnanti di ruolo, io ho dovuto vincere il concorso. Lettera

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia