Nel giorno dello sciopero, Anief porge la mano al Governo: riapriamo il dialogo, ripartendo dagli accordi già presi

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ANIEF – “Noi tutti aspettavamo questo momento, aspettavamo finalmente di rientrare in presenza, ma non possiamo più perdere altro tempo. Vogliamo segnalare al governo, con questo sciopero, la necessità di sdoppiare le classi, perché purtroppo la maggior parte degli studenti non è vaccinata e, quindi, vi sono classi sovraffollate che non sono a norma per quanto riguarda i distanziamenti”.

A sostenerlo, durante un’intervista all’agenzia Teleborsa, è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, nel giorno dello sciopero al ritorno a lezione in dieci Regioni, contro l’obbligo del Green pass e le scelte sbagliate sulla sicurezza, sulle classi e sugli organici. Secondo Pacifico, è giunto il momento di “riaprire quel dialogo col Governo, che non significa firmare patti e poi ignorarli, ma eseguirli e lavorare tutti insieme per migliorare il paese ed avere per una scuola più giusta, più sicura, più equa e più solidale”.

Si torna a scuola e nel “primo giorno della campanella per più di 4 milioni di studenti in tantissime Regioni d’Italia – ha detto Pacifico – Anief manifesta platealmente al governo quelle scelte che, a nostro avviso, sono sbagliate e non garantiscono la riapertura in sicurezza delle nostre scuole per tutto l’anno. Chiediamo certezze, chiediamo la sicurezza per il lavoro di un milione di insegnanti. E’ vero che la maggior parte di essi, come il personale ATA, è vaccinato, però questo non vuol dire essere immunizzato. Il virus continua a circolare e noi abbiamo bisogno di sicurezze e certezze”, ha ribadito il leader del sindacato rappresentativo.

“Abbiamo poi bisogno di una scuola non più precaria – ha aggiunto Pacifico – non è possibile, dopo che abbiamo presentato le nostre proposte per un doppio canale di reclutamento per l’assorbimento del precariato, avere un personale e si ritrova precario: 80mila posti di sostegno sono ancora una volta in deroga e non sono nell’organico di diritto; 110 mila supplenti saranno ancora una volta chiamati nonostante ci siano 60 mila posti utilizzati andati in bianco”.

Il presidente Anief ha quindi detto che “il personale della scuola ha bisogno di riconoscimenti per la sua professionalità” e per questo serve “un’indennità di rischio per il lavoro che fa con la didattica in presenza, una indennità di di sede, una indennità di incarico. Tutte cose che avevamo inserito nel Patto per la scuola, ma poi il governo, con delle scelte unilaterali, si è discostato da questi accordi, non ultimo l’introduzione di un obbligo di esibizione del Green Pass, che noi continuiamo a denunciare come inutile e discriminatorio, in attesa delle pronunce dei giudici”, ha concluso il sindacalista.

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