Nel Decreto PA-EXPO un emendamento che abolisce il CNPI

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red – Siamo venuti in possesso del testo di un emendamento presentato dal Governo al decreto sulla Pubblica Amministrazione, relativamente alla spinosa questione del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.

red – Siamo venuti in possesso del testo di un emendamento presentato dal Governo al decreto sulla Pubblica Amministrazione, relativamente alla spinosa questione del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.

Ricordiamo che il CNPI, organo consultivo, non è stato rinnovato in vista di una rivisitazione degli organi collegiali che lo vede sostituito con il CSPI (consiglio superiore della pubblica istruzione). Riforma del 99, mai avviata.

Il Ministero ha creduto bene di non indire nuove elezioni per il rinnovo del CNPI, la cui consultazione, sebbene non vincolante, è prevista per alcune tipologie di norme.

Ricordiamo, inoltre, che i sindacati hanno fatto ricorso, proprio per il mancato rinnovo e i tribunali hanno dato loro ragione.

Ma il Ministero non ne ha voluto sapere e non ha applicato il dispositivo del tribunale, conducendo ad un commissariamento con la nomina di un commissario ad acta che da qualche giorno ha iniziato il suo lavoro.

Tra i provvedimenti in bilico quelli legati alle graduatorie, ad esempio. Tanto che il Tar Lazio, qualche giorno fa, in occasione del ricorso avverso la tabella di valutazione titoli avviata dai sincati, ha chiesto al Ministero il parere del CNPI. Parere che non c’è, perché non esiste più il CNPI.

Un ben pantano, dal quale il Governo vuole uscirsene attraverso un emendamento al Decreto PA-EXPO.

L’emendamento, presentato alla Commissione affari costituzionali, prevede, al fine di rendere efficaci gli atti ed i provvedimenti già validamente adottati ma privi del parere del CNPI e al fine di garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, la loro piena efficacia a prescindere dall’emanazione del parere, fino al momento in cui sarà definito il riordino e la ricostituzione degli organi collegiali della scuola.

L’emendamento, se dovesse essere tramutato in legge, avrebbe validità anche sui provvedimenti futuri.

Insomma, di fatto si abolisce il CNPI, dato che il suo parere non conta più

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