Nel concorso più punti ad abilitati TFA rispetto a PAS, graduatorie determinate a priori? Lettera

di redazione
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Emanuele Grazzini – Egregio Dott. Renzi, credo che Lei e chi ha contribuito alla progettazione ed alla stesura del testo dobbiate fare una vera e propria riflessione, e con la presente la “scongiurerei” di occuparsi di nuovo della scuola, qualora Lei dovesse divenire di nuovo Presidente del Consiglio. Il paese ha talmente tanti problemi che al suo posto non saprei quale affrontare per primo. 

Chi le scrive è un docente di scuola media superiore precario, non più giovanissimo, ancora non di ruolo in parte per inerzia passata (inerzia, non demerito) ma molto anche per sorte avversa quanto a provvedimenti legislativi susseguitisi, calo delle iscrizioni negli istituti tecnici e professionali, in via di estinzione sotto i fendenti menati dalla riforma Gelmini e via discorrendo.

Venendo alla legge vera e propria avrei piacere che Lei la leggesse e facesse una valutazione “serena” sulla tecnica legislativa impiegata. Si dice che Lei sia laureato in Giurisprudenza. Non avrà quindi nessuna difficoltà a rendersi conto che, ad esempio, la Legge non contiene una sola definizione degli istituti che nel proseguo elenca. Per citare il caso più eclatante, ancora oggi mi sfugge (ma non solo a me) il significato del termine “organico dell’autonomia”.  Se Lei poi leggesse il comma 7 dell’articolo 1 che riguarda gli ambiti di istruzione da potenziare, tali e tanti sono, che si potrebbe fare a gara per trovarne uno che non debba essere potenziato. Ci provo io: non ho trovato elencato il potenziamento della pesca con la mosca.

La legge poi contiene una serie di discriminazioni prive di ratio legis .  Perchè il piano di assunzione straordinario è avvenuto “pescando” solo dalle GAE (graduatorie) dove sono confluiti soggetti abilitatisi con le SSIS, ma anche abilitati il cui titolo si perde nella notte dei tempi?

E perchè gli iscritti nelle GAE non hanno dovuto fare alcun concorso, mentre gli abilitati con i TFA e PAS sì?

Venendo al concorso, tra l’altro da me superato, agli abilitati con i TFA sono stati attribuiti ben 5 punti in più rispetto agli abilitati con i PAS. Se scorro la graduatoria di merito della mia regione trovo che gli ultimi posti sono occupati proprio da coloro che si sono abilitati con il PAS. E’ possibile che questi ultimi siano tutti meno preparati? Ma se accettiamo questa cosa, dobbiamo anche ammettere che il posizionamento in graduatoria di merito non ha nulla a che vedere con la bravura dimostrata alle prove, ma è determinato a priori. Inoltre, per quale motivo gli anni di insegnamento in classi di concorso diverse (ma strettamente legate) da quella per cui si concorre non hanno ricevuto alcuna valutazione, seppure ridotta, come avviene per l’aggiornamento delle graduatorie?

Qualcuno potrebbe obiettare che il TFA è durato di più dei PAS. E che quindi una maggiore considerazione sarebbe giustificabile. Però è altrettanto vero che il corso PAS era riservato a chi aveva insegnato per tre anni. Inoltre, essendo di durata minore, concentrava gli esami in un più ristretto arco temporale, pareggiando forse il (presunto) maggiore impegno dei primi.

Essendo troppo presto per dare “l’addio alle armi”, metafora che uso per rassegnarmi all’idea di doverne affrontare altri concorsi, mi auguro senza farmi illusioni che queste storture NON vengano ripetute nel concorso che si andrà a bandire per gli abilitati di seconda fascia con tre anni di servizio.

Distinti saluti.

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