I Neet in Italia: una ricerca di Datagiovani

di Giulia Boffa
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Red – Il Centro studi Datagiovani ha svolto una ricerca sui Neet (Not in Education, Employment or Training), un fenomeno in forte espansione a causa, ovviamente, della crisi economica e dei suoi pesanti risvolti a livello occupazionale: nel 2011 quasi un giovane under 35 su 4 è un Neet.

Red – Il Centro studi Datagiovani ha svolto una ricerca sui Neet (Not in Education, Employment or Training), un fenomeno in forte espansione a causa, ovviamente, della crisi economica e dei suoi pesanti risvolti a livello occupazionale: nel 2011 quasi un giovane under 35 su 4 è un Neet.

I Neet sono contemporaneamente disoccupati e che non sono inseriti in percorsi di istruzione standard (scuola/università) o di formazione. I Neet dai 15 ai 34 anni nel nostro Paese nel 2012 sono oltre 3,3 milioni e rappresentano un quarto della popolazione nella medesima fascia d’età. Il 38% è disoccupato,mentre oltre sei su dieci non sono nemmeno impegnati in azioni di ricerca di lavoro. Il 58% dei Neet è donna, ma rispetto al 2008 sono stati gli uomini a peggiorare di più (+30% rispetto al +7,4% delle donne).

Quasi la metà dei Neet non arriva al diploma di scuola media superiore (si registrano titoli di studi bassi nel 44,6% dei casi), mentre i diplomati rappresentano il 45,3% dei Neet e sono la categoria che è cresciuta di più (quasi il 30%) dal 2008. I laureati, pur essendo di poco superiori al 10% dei Neet, sono aumentati di oltre il 20%.

L’Italia è il fanalino di coda d’Europa per quanto riguarda i Neet  dal 2008:  il 25% dei Neet l’Italia è otto punti percentuali sopra la media europea è lontano anni luce dall’11% registrato in Germania e dal 16% della Francia, senza contare che Paesi come Austria, Olanda e Norvegia sono ben al di sotto del 10%.

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