Natale, il Governo pensa al lockdown: tre possibili scenari

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Gli assembramenti di questi ultimi giorni spingono il Governo a varare misure restrittive nel periodo natalizio. Tre possibili scenari.

Come abbiamo già scritto, il governo valuta un irrigidimento delle misure anti contagio nei giorni festivi e prefestivi: l’idea sul tavolo è quella di rendere tutta l’Italia zona rossa o arancione nelle giornate più a rischio, permettendo però uno specifico allentamento per i piccoli Comuni.

Decisiva, però, in tal senso, il parere degli esperti del Cts, che nella mattinata del 14 dicembre dovranno illustrare possibilità e rischi legati a sostanzialmente tre scenari possibili, con lo spettro della terza ondata di contagi di Coronavirus a imporre l’attenzione massima.

A guidare la linea dura nel Governo il Ministro della Salute, Roberto Speranza e Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali. Quest’ultimo, ha infatti detto: “Comprendo la voglia delle persone di uscire, ma – sottolinea – basterebbe entrare in un ospedale per rendersi conto  della condizione generale in cui il Paese si trova. In alcune strade  ci sono assembramenti intollerabili, mentre dovremmo sentire ogni  giorno dentro di noi il lutto nazionale”.

Si profilano tre scenari, secondo quanto si apprende:

Scenario 1: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 1 gennaio. Prevista quindi la chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo e lo stop all’uscita dal proprio comune;

Scenario 2: zona rossa nazionale nei giorni prefestivi e festivi, quindi dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio e dal 5 al 6 gennaio. Chiudono quindi anche i negozi, oltre a tutte le attività non essenziali. Stop alle uscite di casa se non per i motivi previsti dal Dpcm, cioè salute, lavoro e necessità comprovata;

Scenario 3: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, con il rafforzamento del coprifuoco che partirebbe dalle 20, se non addirittura dalle 18.

Per quanto riguarda invece gli spostamenti fra i comuni, resta al momento la più accreditata l’ipotesi di concedere l’uscita dal comune nei giorni festivi per chi abita nei centro sotto i 5 mila abitanti, con spostamenti che non dovrebbero prevedere viaggi oltre i 30 km.

 

 

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