Nastrinirossidocenti pugliesi ai precari della GaE, uniamoci per l’obiettivo comune: lavorare nella nostra terra

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Il triste destino che accomuna i docenti del meridione e della Puglia in particolare è la chiara espressione di un paese lacerato da divisioni più che di sostanza, di forma. Sì perché gli obiettivi sono comuni (lavorare nella priora terra), ma le divisioni sono di forma (neoassunti fase C da Gae, noi. I Gae, ancora precari loro, dall’altra). Ne consegue uno scenario caotico del tutti contro tutti e tutto. 

Il triste destino che accomuna i docenti del meridione e della Puglia in particolare è la chiara espressione di un paese lacerato da divisioni più che di sostanza, di forma. Sì perché gli obiettivi sono comuni (lavorare nella priora terra), ma le divisioni sono di forma (neoassunti fase C da Gae, noi. I Gae, ancora precari loro, dall’altra). Ne consegue uno scenario caotico del tutti contro tutti e tutto. 

Infatti, il problema non sono le legittime richieste dei docenti: lavorare e svolgere serenamente il proprio ruolo nelle scuole al servizio delle comunità, ma una legge che è stata approvata con tanta fretta e proclami che di fatto dimentica le persone e le comunità.

Ma restano ancora evidentemente poco chiari molti concetti: noi docenti neoassunti da ex fasi nazionali B e C da Gae, nell’agosto 2015 ci siamo ritrovati a fare domanda per il piano straordinario di assunzioni, che più che una semplice domanda è stata una scelta se lavorare o restare disoccupati dopo anni e anni di formazione e tanti chilometri per raggiungere le scuole dove siamo stati assegnati per le supplenze anche per una manciata di giorni. Non solo, ci siamo sentiti minacciati dal quel comma 131 art. 1 della 107/2015 che prevede supplenze per 36 mesi… poi la nostra sorte nelle Gae sarebbe stata ignota… inltre seppur vero che il piano assunzionale era nazionale,  anche vero che la Puglia fa parte dell’Italia e che i posti, vedasi le cattedre di deroga sul sostegno, sono opportunità prioritariamente per noi docenti neoassunti secondo la legge (comma 69), emendamento Puglisi comma 108, il ccnl (art 3, comma1, art. 7 comma 12, art. 9 comma 1), e sentenze varie.

In questo scenario del tutti contro tutti poi, abbiamo assistito, attoniti, a dichiarazioni rilasciate da alcune fonti sindacali al fine di sostenere le richieste dei Gae. Seppur palesemente illegittime è stata fatta dichiarazione di “riservare una quota dei posti in deroga per i precari”. Questo significherebbe violare la legge e vorremmo ricordare a chi propone tali misure che accantonare posti dell’organico di fatto a favore dei precari costituirebbe un illecito su cui, già in passato, ci sono state sentenze.

In proposito, citiamo l’ordinanza n. 6744 21/12 2015, con la quale il tribunale di Brindisi ha condannato l’USR: “alla luce del quadro normativo e regolamentare disciplinante la materia, deve concludersi ritenendo che i posti disponibili entro il 31 dicembre debbano essere assegnati prioritariamente al personale di ruolo e solo all’esito, al personale supplente, essendo coerente con tale impostazione anche il CCNI laddove stabilisce che i posti utili alle assegnazioni provvisorie sono quelli risultanti dal quadro complessivo delle disponibilità, ed eventuali successive modificazioni ed integrazioni da predisporsi per ogni provincia (v. art. 1 comma 5 CCNI concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2015/2016).”

Pertanto noi chiediamo invece che le organizzazioni sindacali si impegnino invece nel cancellare qualsiasi tipo di disparità di trattamento cominciando dalla collaborazione con la Regione Puglia che attraverso la richiesta di riapertura degli organici dell’autonomia (come esplicitato dalla mozione “La Buona Scuola” approvata all’unanimità in consiglio regionale il 21 luglio scorso) contribuirebbe a fare rientrare in Regione i docenti oggi “deportati” al Nord, permettendo nuove assunzioni per i Gae e dunque facilitando quei meccanismi virtuosi che sono vere opportunità di sviluppo culturale ed economico per la Puglia e per l’Italia intera.

Comprendiamo il timore dei colleghi che hanno volontariamente scelto di non aderire al piano rinviando, a data da destinarsi, la loro assunzione in ruolo e propri per questo li invitiamo ad unirsi ai nastrini rossi nella battaglia per lo sviluppo del Sud.

Bari, 30 agosto 2016

Nastrinirossidocentipugliesi

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