Nastrini rossi: Mobilità primaria, solo il 6% soddisfatto per il cambio di regione

di redazione
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Nastrini Rossi – La deroga al vincolo sulla mobilità si è rivelata quello che abbiamo sempre sostenuto: una farsa.

Gli esiti della primaria hanno distrutto le speranze di migliaia di docenti colpevoli solo di aver fatto la scelta sbagliata per paura di non lavorare più. Basta leggere i dati.
Su 36mila 122 domande per cambiamento di sede appena 2mila e 200 docenti hanno potuto cambiare regione. Solo il 6% di loro ha messo fine a questo incubo. In realtà anche meno, perché tanti, compresi in quella percentuale, sono solo riusciti ad avvicinarsi o a fuggire da sedi per loro impossibili. Eppure i posti ci sono, posti reali.
Il caso della Puglia è esemplare. Circa 100 docenti di sostegno della scuola primaria hanno ottenuto il trasferimento in una delle province pugliesi. Un numero esiguo se paragonato ai circa 800 docenti delle elementari che quest’anno erano riusciti a rientrare in Puglia con le assegnazioni provvisorie .
Le assegnazioni provvisorie sono posti reali, lo dobbiamo ricordare sempre a chi ci dice che i posti al sud non ci sono. Ad ogni posto in deroga corrisponde un alunno diversamente abile che ha diritto alla continuità e ad avere un docente specializzato. 700 alunni pugliesi della scuola primaria che per lo stato hanno meno diritti e ai quali nega a priori la stessa continuità che vuole garantire al nord.
I media parlano della mancanza di docenti specializzati al nord e tacciono sulla reale situazione delle regioni del sud, propagandando l’idea che nel meridione ci siano troppi docenti per pochi alunni. Una falsità smentita dal numero enorme di alunni del sud a cui è stato assegnato un docente precario non specializzato, spesso senza alcuna esperienza, in moltissimi casi mesi dopo l’inizio delle lezioni. Posti che potevano essere coperti già da settembre con docenti di ruolo senza titolo, ex precari storici, alcuni con esperienza pregressa sul sostegno, ai quali non è stato consentito di accedervi, nemmeno accantonando i posti per i docenti precari specializzati.
Gli alunni del sud contano meno per il governo e i sindacati?
I problemi del nord devono essere affrontati e risolti al nord. Non si possono stravolgere le vite di migliaia di persone minacciando di privarle del proprio lavoro e costringendole a partire per una destinazione imposta da un algoritmo, senza avere la possibilità di rinunciare perché significherebbe licenziarsi e non poter nemmeno più insegnare da precari.
Pertanto, riservare alla mobilità solo il 30% dei posti e negare le assegnazioni provvisorie sono scelte che non comprendiamo. Quei posti ci sono e saranno comunque coperti con supplenze, che ad altri saranno destinate. Ormai è chiaro che partecipare alla Buona Scuola, con il placet dei sindacati, è stato l’errore più grande della nostra vita personale e lavorativa. In meno di un mese ci è stato imposta una scelta al buio che ha travolto noi e le nostre famiglie a cui lo Stato non riconosce diritti e tutele.
Chi siede al tavolo dove si sta decidendo la nostra sorte dovrebbe ricordarselo. Noi non dimentichiamo. Continua lo sciopero della fame e lunedì sit in alle 10,30 sotto il porticato della Regione di via Capruzzi a Bari.

Mobilità primaria, pubblicati i risultati. 2.200 docenti cambiano regione, 42% delle domande soddisfatte 

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