Nastrini Rossi: con la sentenza della Corte di Cassazione abbiamo dato corpo alle nostre paure

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Nastrini Rossi – La paura di restare disoccupati era fondata. La sentenza 27384/2016, depositata dalla Corte di Cassazione lo scorso 29 dicembre 2016, ribadisce ciò che la Corte Costituzionale ha già espresso lo scorso 20 luglio 2016 e noi docenti dei Nastrini Rossi con questo provvedimento vediamo materializzarsi le nostre paure che ci hanno spinti nell’agosto del 2015 a produrre domanda di adesione al piano assunzionale straordinario.

Bisogna però in primo luogo ripartire dalla famosa Sentenza Mascolo del novembre 2014 che ha dichiarato illegittima la pratica della reiterazione dei contratti a termine nella Pubblica Amministrazione italiana perché in contrasto con la normativa europea, per ricordare innanzitutto come il piano straordinario del settembre/novembre 2015 abbia avuto come principale scopo quello di correre ai ripari di una situazione estremamente delicata per lo Stato italiano. La L. 107 prevede oltre al piano di assunzione anche, nel comma 132, un fondo di 10 miliardi (incrementato di altri 2 dalla legge di stabilità 2016) a risarcimento dei precari che producono ricorso contro l’abuso della reiterazione dei contratti a termine nella scuola. Oltre ciò, nel comma 131 stabilisce il definitivo divieto alla riproposizione per oltre tre anni, anche non continuativi, di contratti a tempo determinato su posti vacanti e disponibili.

Questo il quadro che i docenti dei Nastrini Rossi, che hanno scelto di produrre domanda di assunzione con la Buona Scuola dopo moltissimi anni di precariato nelle GAE (le graduatorie ad esaurimento) delle loro province, si sono trovati di fronte al terribile dilemma: accettare la stabilizzazione o rischiare di non poter più lavorare neppure da precari entro pochi anni.
Da molto tempo stiamo sostenendo le nostre ragioni di fronte a tutti coloro che ci accusano di aver fatto una scelta consapevole per poi lamentarcene.

E a questo punto, tra ricorsi in atto e sentenze di tribunali vari, ecco i due pronunciamenti delle Corti Costituzionale e di Cassazione: entrambe hanno dichiarato illegittima la normativa italiana che “autorizza, in violazione della normativa comunitaria, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti”, ma nello stesso tempo entrambe ritengono che la L.107, grazie al piano di assunzione straordinario ed ai commi 131 e 132 già citati, abbia di fatto modificato la normativa italiana in una direzione di vicinanza a quella europea. Inoltre entrambe hanno sancito che, per l’abuso di reiterazione, venga previsto un risarcimento e non la stabilizzazione, in quanto nella P.A. si può essere assunti solo dopo il superamento di un regolare concorso.

Tale situazione giudiziaria dà ragione ai timori ed alle scelte dei docenti dei Nastrini Rossi: aderire al piano di assunzioni o rischiare dopo tre anni di non poter più lavorare neppure a tempo determinato.
Di fronte a queste due sentenze vogliamo dunque ribadire che il piano di assunzioni a cui abbiamo aderito è nato dall’esigenza di porre rimedio ad un errore ripetuto e grave dello Stato italiano e ad una normativa carente dal punto di vista dei contratti di lavoro atipici e che noi, vittime di un tale sistema, non avevamo in realtà alternative. Chi oggi non fece quella scelta si trova di fronte ad un dato di fatto: no stabilizzazione, ma solo risarcimenti e no alla reiterazione per più di 36 mesi dei contratti a termine su posti vacanti. Per questo comprendiamo a pieno la paura di chi oggi ha scelto di restare precario. Siamo, come abbiamo già detto molte volte, pedine di uno stesso sistema.

Ma non possiamo non ribadire a gran voce che l‘urgenza di porre rimedio ha generato un piano di assunzioni pianificato in fretta; questo, di fatto, ha reso i docenti che intendeva stabilizzare mine vaganti sul territorio nazionale, per poi nuovamente costringerli, attraverso la contrattazione sulla mobilità ed a causa della volontà di alcuni di tutelare le categorie di docenti assunti ex lege 107, nuovamente a vagare tra le città del nord Italia grazie ad un secondo diabolico algoritmo.

Per questo noi, stabilizzati, ma fortemente discriminati nella categoria docenti, ora dall’interno lottiamo e cerchiamo di migliorare le cose. E sinceramente un tale modo di agire non ci sembra affatto da biasimare. Abbiamo accettato il ruolo, ma non per questo non abbiamo più il diritto di criticare o di contribuire per modificare ciò che non riteniamo affatto giusto.

Coordinamento Nazionale

Nastrini Rossi Docenti

Francesca Marsico

Francesca Carusi

Anna Chianese

Brigida Giurintano

Magda Dalessandri

Rosita Ceraldi

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