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Naspi, spetta se al termine del contratto proseguo a partita IVA?

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Pensione Quota 100 e Naspi

E’ possibile, nel momento che si resta disoccupati, avviare attività di lavoro autonomo con partita IVA.

La Naspi spetta al lavoratore che perde involontariamente la propria occupazione e, quindi, spetta in caso di scadenza contratto a termine. Ma l’indennità viene revocata se si lavora e si ha un reddito superiore a quello stabilito dalla normativa.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno , volevo chiedere un’informazione ho un contratto di lavoro fino al 31/12/2021 e sono stata chiamata dallo stesso ente a passare a partita iva quindi a dimettermi e avere un contratto a partita iva per 26 settimane che quindi allungherebbe il tempo di lavoro presso l’ente. Nel mio percorso lavorativo ho maturato due anni di disoccupazione, nel caso accetto partita IVA vado a perdere la disoccupazione ? grazie aspetto risposta 

Naspi e partita IVA

Alla scadenza del suo contratto a tempo determinato ha diritto alla Naspi per una durata pari alla metà delle settimane di contributi versate nei 4 anni precedenti. Ma solo alla scadenza del contratto e non se si dimette prima del 31 dicembre 2021.

La Naspi non vieta a prescindere di svolgere lavoro autonomo con Partita IVA ma ne limita i possibili redditi a 4800 euro l’anno. Oltre i 4800 euro l’anno di guadagno con lavoro autonomo, infatti, l’indennità di disoccupazione decade.

La normativa, però, permette al lavoratore in Naspi di avviare attività di impresa (o potenziarne una già esistente) chiedendo il pagamento della Naspi anticipato: la Naspi spettante viene erogata, quindi, in un’unica soluzione al lavoratore disoccupato che decide di aprire partita IVA e avviare attività autonoma o al lavoratore che, già in possesso di una partita IVA, decida di potenziare il lavoro autonomo.

La Naspi anticipata deve essere richiesta entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA per chi avvia attività da disoccupato, entro 30 giorni dall’inizio della Naspi per chi, invece, potenzia una partita IVA già esistente.

Attenzione al committente

Se, quindi, lei vuole aprire partita IVA per proseguire la collaborazione con l’ente in questione può farlo e non perdere il diritto alla Naspi richiedendo l’anticipo. Ma deve fare attenzione al regime fiscale della Partita IVA che andrà ad aprire: il regime forfettario (quello maggiormente conveniente visto che consente di pagare tasse sui ricavi del 5% o del 15% invece che nel regime ordinario) non consente di lavorare in modo prevalente per quello che nei 2 anni precedenti è stato il datore di lavoro da dipendente. Le consiglio, quindi, di rivolgersi ad un commercialista per informarsi di possibili pro e contro ed eventuali costi dell’apertura partita IVA ordinaria.

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