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Naspi: sospensione e riattivazione, come fare se si trova lavoro

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Pensione Quota 100 e Naspi

Cosa succede quando un beneficiario della Naspi trova lavoro e come si fa a bloccare l’indennità e poi a riattivarla.

Al termine di un contratto di lavoro, oppure quando si perde il proprio lavoro involontariamente, si ha diritto, a determinate condizioni, a percepire la Naspi. Ma cosa accade se si trova un nuovo lavoro?

Al maturare di determinate condizioni, i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro hanno diritto, all’indennità per disoccupati erogata dall’INPS. Si chiama Naspi, acronimo di Nuova assicurazione sociale per l’impiego. Se le regole per percepirla, dai requisiti alle modalità di presentazione delle istanze, sono di pubblico dominio, non è così per le regole in caso di rioccupazione del percettore, perché sono alquanto particolari.

Trovare nuovo lavoro, la durata di questa nuova occupazione, la tipologia del lavoro, se da dipendente o da autonomo e i redditi sono fattori che incidono sulle regole da seguire che riguardano sospensioni e riattivazioni dell’indennità.

Naspi e nuovo lavoro, come fare?

La durata dell’indennità per disoccupati Inps è prestabilita e dipende dalla durata dei rapporti di lavoro nei 4 anni che precedono la perdita dell’ultimo posto di lavoro. Periodi di lavoro che naturalmente non devono essere già stati sfruttati per altre Naspi o indennità simili in precedenza. La durata della Naspi arriva a massimo 24 mesi. Infatti si può sfruttare l’indennità fino a massimo la metà delle settimane lavorate nel quadriennio precedente.

Due anni di Naspi sono tanti e non è raro che il beneficiario trivi nuova occupazione ed esca dallo stato di disoccupazione. Gli effetti di una nuova occupazione lavorativa sulla Naspi sono differenti in base al reddito annuale del soggetto interessato.

Infatti se dalla nuova attività deriva un reddito superiore ad 8.145 euro, che poi è il limite della imposizione fiscale, e se l’occupazione supera i 6 mesi, si verifica la cosiddetta decadenza dalla Naspi, cioè l’interessato perde il diritto alla disoccupazione indennizzata INPS.

Per periodi di lavoro inferiori a 6 mesi, si ha invece la sospensione dal beneficio, con l’Istituto Previdenziale che d’ufficio sospende la Naspi per l’intera durata del contratto. In materia sospensione della Naspi occorre sottolineare che tale effetto è operativo per tutti i giorni di durata del contratto, a prescindere dai giorni effettivamente lavorati o meno.

Anche i periodi di contribuzione derivanti dalla nuova occupazione finiscono con accumularsi per la Naspi una volta che questa verrà riattivata al termine del rapporto di lavoro. Inoltre la riattivazione segue la stessa regola della sospensione, cioè opera d’ufficio da parte dell’INPS.

Naspi in misura ridotta

Se invece il reddito del nuovo lavoro è inferiore al limite della no tax area, cioè è inferiore a 8.145 euro, la Naspi non viene sospesa , ma il suo importo viene ridotto.
La riduzione opera però solo a determinate condizioni  che sono:

  • Indicazione, entro 30 giorni dalla data di nuova occupazione, da parte del lavoratore all’Inps, del reddito annuo presunto;
  • La nuova occupazione sia presso un datore di lavoro diverso da quello che ha precedentemente dato luogo alla Naspi.

Solo nel caso di nuova occupazione con contratto di lavoro intermittente ma a chiamata, la Naspi viene sospesa per le sole giornate di lavoro effettivamente prestate.
Se invece la nuova occupazione è in proprio, cioè il disoccupato decide di diventare lavoratore autonomo, la Naspi viene ridotta a condizione che l’interessato dichiari un reddito presunto dalla nuova attività, inferiore a 4.800 euro.
Le prestazioni che ricadono nel campo di applicazione del lavoro occasionale ed entro il limite di 5.000 euro di reddito annuo, sono perfettamente cumulabili con la Naspi.

La comunicazione non è obbligatoria sempre, ma è consigliabile

In definitiva, trovare un nuovo lavoro durante il periodo di fruizione della Naspi non prevede l’obbligo di comunicare all’Inps da parte del lavoratore. Questo dipende dal fatto che in caso di lavoro subordinato, la comunicazione dell’assunzione tramite modello Unilav da parte del datore di lavoro assolve in pieno questo obbligo comunicativo.

La comunicazione (il modello resta il Naspi Com) è necessaria in alcuni casi. Infatti sono praticamente obbligati a comunicare all’Inps l’avvio di una nuova attività di lavoro subordinato:

  • I soggetti che vengono assunti per il tramite di una agenzia di somministrazione; I soggetti che trovano occupazione nel settore agricolo;
  • I soggetti che trovano lavoro all’estero;
  • I soggetti assunti nel pubblico impiego non privatizzato, ovvero in una tipologia di attività non assoggettata all’obbligo di preventiva comunicazione di assunzione da parte del datore di lavoro.

Per tutti però la comunicazione è caldamente consigliata anche senza esserne obbligati, come dicevamo in precedenza. Difatti questa serve per evitare la sospensione della Naspi e per ottenere la semplice riduzione dal momento che si comunica anche il reddito presunto

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