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Naspi, quale periodo si prende in considerazione per il calcolo dell’indennità?

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Durata e calcolo della Naspi prendono in considerazione anche eventuali lavori da cui si sono presentate dimissioni volontarie.

La Naspi è una tutela importantissima per i lavoratori indipendenti, visto che garantisce un reddito grazie all’indennità di disoccupazione, qualora si perda in modo involontario il rapporto di lavoro. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci chiede:

Dimissioni volontarie. Buonasera, vorrei chiederle una cosa:dal 1ottobbre 2022 vorrei cessare il rapporto di lavoro come badante, perché circostanze particolare e comportamento ingiurioso no  mi permettono di svolgere il mio lavoro in tranquillità.(ho lavorato qui per 3 anni)Per fortuna, ho già trovato un altro lavoro.La mia domanda sarebbe:quando concluderò il nuovo lavoro(fra 2 o 3 o 4 anni, non si sa)il primo periodo(quello concluso con le mie dimissioni)potrà essere considerato nel calcolare la disoccupazione?O, no, perché ho dato le dimissioni?
Aspettando la vostra risposta, vi porgo distinti saluti 

Naspi e calcolo della durata e dell’importo

A determinare il diritto alla Naspi è sempre la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro. E quello precedente, anche se conclusosi per dimissioni volontarie, rientra nel conteggio sia dei contributi sia delle retribuzioni per l’eventuale calcolo dell’indennità. Ma deve trovarsi collocato temporalmente nei 48 mesi precedenti.

Nel suo caso, quindi, se terminato il lavoro per il quale intende presentare dimissioni, lavora per 2 anni presso un altro datore di lavoro, saranno presi in considerazione 2 anni del nuovo lavoro e 2 anni del vecchio. Sia per il conteggio dei contributi versati sia per l’individuazioni delle retribuzioni sulle quali è calcolata l’indennità mensile spettante.

Ma se il nuovo lavoro, ad esempio, dura 4 o 5 anni del vecchio lavoro non sarà preso in considerazione nulla. Questo perché il calcolo della durata e dell’importo della Naspi si individua nei 4 anni che precedono l’evento di disoccupazione.

Non conta, quindi, la motivazione per cui lascia l’attuale lavoro se questo sarà preso in considerazione o no per una eventuale Naspi futura, ma la durata del nuovo lavoro che si accinge ad inziare.

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