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Naspi precari scuola: requisiti, domanda, durata, novità e FAQ

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Proponiamo una guida completa all’indennità di disoccupazione Naspi per docenti precari con scadenza del contratto a giugno correlandola anche di tutte quelle che sono le domande frequenti sull’indennità di disoccupazione.

L’indennità di disoccupazione Naspi spetta ai lavoratori che perdono involontariamente il proprio lavoro se rispettano i requisiti richiesti per il diritto. Non basta, infatti, la sola disoccupazione involontaria a permettere l’accesso al sussidio ma è necessario essere in possesso anche di ben definiti requisiti contributivi.

La Naspi spetta anche ai precari della scuola e, proprio in vista della scadenza dei contratti a giugno, forniamo questa guida completa che risponde a tutti quelli che possono essere gli interrogativi sulla misura.

Naspi i requisiti

Per poter accedere all’indennità di disoccupazione è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa. In un solo caso la Naspi spetta in caso di dimissioni volontarie: per la neo mamma che si dimette entro il compimento dell’anno di vita del figlio.
  • aver versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni che precedono l’evento di disoccupazione per il quale si richiede il sussidio
  • avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo nel corso dei 12 mesi che precedono l’evento di disoccupazione (questo requisito solo per il 2021 è sospeso e, quindi, non va soddisfatto).

Per i precari della scuola, quindi, che hanno altri contributi versati nel corso dei 4 anni precedenti, anche una supplenza breve potrebbe dar diritto alla Naspi: le 13 settimane di contributi, infatti, non devono essere soddisfatte con l’ultimo rapporto di lavoro soltanto ma anche con eventuali altri contratti precedenti. Un precario, ad esempio, che lo scorso anno possa non aver avuto diritto all’indennità, sommando ai precedenti anche i contributi versati nel corso dell’attuale anno scolastico potrebbe rientrare nel diritto.

Naspi, le novità 2021

Nel 2021, come abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, è stata introdotta una importante novità che allarga la platea dei possibili beneficiari della misura: i 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti non vanno soddisfatti (ma solo per eventi di disoccupazione che si verificano nel corso del 2021).

L’ultimo decreto Sostegni, il Bis, inoltre inserisce un’altra novità: la sospensione della riduzione del 3% al mese per tutto il 2021. Per quest’anno, quindi, l’indennità spettante è in misura piena anche se, poi, le sospensioni verranno applicate tutte e partire dal 1 gennaio 2022. La sospensione della riduzione si applica sia alle indennità di disoccupazione già in essere al 1 giugno 2021, sia per quelle che decorrono dal 1 giugno al 30 settembre 2021 (per quelle con decorrenza dal 1 ottobre la sospensione non opera perchè decorre dopo la fine dell’anno in corso).

Naspi: quando e come presentare domanda

La domanda di disoccupazione, che ricordiamo deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica,  va presentata perentoriamente entro 68 giorni dal termine del lavoro, pena la perdita di diritto al sussidio.

Per chi presenta la domanda subito dopo la scadenza del contratto, e comunque entro 8 giorni dal termine del lavoro, la decorrenza del trattamento si avrà a partire dall’ottavo giorno di disoccupazione. Per chi la presenta dopo l’ottavo giorno, ma comunque entro il 68esimo giorno, la decorrenza del trattamento si avrà dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

Facciamo alcuni esempi. Un docente precario che termina il suo contratto il 30 giugno presenta domanda di disoccupazione il 2 luglio: la decorrenza del trattamento è dell’8 luglio. Se lo stesso docente, disoccupato dal 30 giugno, presenta la domanda di Naspi il 5 agosto, la decorrenza del trattamento parte dal 6 agosto. La differenza sta nella copertura: per avere coperti dall’indennità tutti i mesi di disoccupazione è bene presentare domanda di Naspi il prima possibile, soprattutto nel caso dei precari della scuola, visto che poi, da settembre, potrebbero avere un nuovo contratto e vedrebbero sospendersi l’indennità spettante.

Durata e importo Naspi

La durata e l’importo della Naspi sono definiti dai contributi versati nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione per il quale si richiede il sussidio di disoccupazione. La durata di Naspi spettante, infatti, è pari alla metà delle settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti (escluse quelle che hanno già dato luogo ad indennità di disoccupazione).

L’importo spettante mensilmente, invece, è dato dalla media delle retribuzione percepite negli ultimi 4 anni anche se l’importo mensile, nel 2021.

L’importo della Naspi è pari al 75% delle retribuzioni medie mensili degli ultimi 4 anni se inferiore a 1277,35 euro. Se le retribuzioni medie mensili superano questo importo, invece, la somma spettante mensilmente si calcola nel seguente modo: il 75% di 1277,35 euro più il 25% della differenza tra 1277,35 e la retribuzione media. In ogni caso l’importo spettante mensilmente non può superare i 1335 euro mensili.

Facciamo un esempio: un docente precario che ha retribuzione media degli ultimi 4 anni di 1200 euro avrà diritto ad un importo mensile della Naspi pari al 75% della retribuzione media, ovvero 900 euro al mese.

Se la retribuzione media è di 1500 euro, invece, il calcolo si effettua prendendo il 75% di 1277 euro(957,75 euro) a cui aggiungere il 25% della differenza tra 1277 e la retribuzione media (ovvero il 25% della differenza tra 1500 e 1277 euro che corrisponde a 55,75 euro). In questo caso la Naspi  mensile spettante è di 1013,5 euro mensili.

Naspi, documenti necessari

Per presentare la domanda di Naspi, per la quale potete farvi assistere anche da un CAF, è necessario essere in possesso della sola documentazione inerente l’ultimo rapporto lavorativo per compilare la domanda online.

Un docente precario, quindi, che nel corso dell’anno scolastico 2020/2021 ha avuto diversi contratti, per la domanda di Naspi dovrà essere in possesso solo della documentazione dell’ultimo contratto scaduto.

Anticipo NASPI in un’unica soluzione

E’ inoltre possibile richiedere tutta la Naspi spettante residua in un’unica soluzione nel caso si intenda aprire una partita IVA, sottoscrivere quote di una cooperativa o potenziare una attività autonoma già esistente. In questo caso, quindi, il titolare di Naspi può richiedere l’anticipo delle somme non ancora percepite entro 30 giorni dall’avvio della nuova attività, se si apre nuova partita IVA, o entro 30 giorni dalla domanda di Naspi se si intente rafforzare una attività con partita IVA preesistente durante il rapporto di lavoro dipendente.

Chiedendo l’anticipo viene meno il limite annuo di ricavi da lavoro autonomo di 4800 euro e si potrà, quindi, fatturare anche più di tale importo in un anno. Ma è fatto divieto a chi chiede l’anticipo di avere nuovo contratto di lavoro subordinato per tutta la durata dell’anticipo.

Attenzione, però, per il disoccupato che chiede anticipo Naspi vi è il divieto di accettare nuovo contratto di lavoro subordinato per tutto il periodo indennizzato con l’anticipo pena la restituzione di tutto l’anticipo ricevuto. E’ bene chiarire questo punto perchè soprattutto nei i precari della scuola può rappresentare un’arma a doppio taglio. Molti docenti, infatti, sono anche titolari di partita IVA e potrebbero pensare di rafforzare l’attività chiedendo l’anticipo Naspi dopo la scadenza del contratto a tempo determinato di giugno. Ma se l’anticipo, ad esempio, copre un periodo indennizzato che arriva fino a dicembre, non potrà essere accettata eventuale  nuova supplenza prima di dicembre (o se si decide di accettarla si dovrà restituire l’intero importo ricevuto come anticipo).

Naspi: le FAQ

La titolarità di una partita IVA alla scadenza del contratto inficia il diritto alla Naspi? Assolutamente no ma è necessario che i ricavi da essa derivanti siano inferiori a 4800 euro nell’anno in cui si richiede l’indennità.

Per chiedere la Naspi devo chiudere la Partita IVa? Assolutamente no, l’importante è che nell’anno di richiesta della Naspi e per tutto il periodo di fruizione si rispetti il limite dei 4800 euro di guadagni dall’attività autonoma. In caso di guadagni maggiori la Naspi decade.

Sono precario con partita IVA, come si presume il reddito da comunicare all’INPS? L’INPS per chi è titolare di partita IVa chiede il reddito presunto per l’anno in corso: per presumerlo ci si potrà basare anche sugli anni precedenti o cercando di capire quanto si potrà guadagnare entro la fine dell’anno. Non è un dato vincolante visto che, anche se l’importo della Naspi viene ridotto dell’80% del reddito presunto si farà un conguaglio di quanto effettivamente percepito e quanto, invece si era pensato di guadagnare.

Ho fatto una supplenza di 1 mese, mi spetta la Naspi? Dipende. Se la supplenza da 1 mese è il primo lavoro o l’unico svolto negli ultimi 4 anni la Naspi non spetta perchè non si soddisfa il requisito delle 13 settimane di contributi versate nel quadriennio precedente. Se, invece, si è in possesso di altri contratti di lavoro nel quadriennio precedente, il mese di supplenza nel 2021 è sufficiente per richiedere la Naspi.

Se mi dimetto da un contratto a tempo indeterminato per accettare una breve supplenza al termine mi spetta la Naspi? Pur presentando dimissioni dal precedente rapporto di lavoro, al termine del contratto di supplenza la Naspi spetta (e nel calcolarla vengono conteggiati sia nell’importo sia nella durata, i periodi del lavoro con contratto a tempo indeterminato dal quale si sono presentate dimissioni) poichè lo stato di disoccupazione involontaria è necessario solo sull’ultimo rapporto di lavoro, quello che da il diritto alla Naspi.

Ho sbagliato ad indicare IBAN nella domanda della Naspi, cosa succede? E’ possibile cambiare l’IBAN di accredito sul portale INPS. Per farlo puoi seguire le istruzioni in questo articolo: Naspi: come si cambia l’;IBAN di accredito sul portale INPS?

Durante la naspi avrò contributi per la pensione? Tutto il periodo di indennità di disoccupazione è coperto da contribuzione figurativa che è utile sia al diritto della pensione che al calcolo dell’assegno spettante (tranne nel caso dell’opzione donna: per questa misura i 35 anni di contributi devono essere soddisfatti senza tenere conto dei contributi figurativi di Naspi e malattia).

Se prendo la Naspi a settembre posso accettare supplenza breve di poche ore? Il lavoratore che è titolare di sussidio di disoccupazione conserva il diritto allo stesso se accetta un contratto a tempo determinato di durata inferiore ai 6 mesi ma anche se accetta un contratto a tempo determinato superiore a 6 mesi se il reddito derivante dallo stesso è inferiore agli 8145 euro l’anno. Se si rimane in questi termini è possibile accettare anche brevi supplenze senza perdere il diritto al sussidio.

 

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