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Naspi precari scuola 2023: come e quando presentare domanda, requisiti e nuovi importi

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Pensione Quota 100 e Naspi

E’ quasi ora, per i docenti precari, di presentare domanda di Naspi. Vediamo i nuovi importi 2023, quando e come presentare domanda.

Per i precari si avvicina il momento di presentare domanda di indennità di disoccupazione al termine dell’anno scolastico 2022/2023. Per coloro che perdono il lavoro in modo involontario, infatti,  l’Inps riconosce un’indennità per un periodo di tempo pari alla metà dei contributi versati nell’ultimo quadriennio.

Per avere diritto al beneficio è necessario, però, rispettare alcuni importanti requisiti. Per i dipendenti del settore pubblico, poi, per quel che riguarda la Naspi è da fare un distinguo abbastanza importante: l’indennità spetta soltanto a coloro che sono assunti con contratti a tempo determinato e perdono il lavoro in modo involontario. Lo stesso beneficio, però, non spetta a coloro che sono assunti con contratto a tempo indeterminato, anche se perdono il lavoro involontariamente.

Quindi, per quel che riguarda la scuola, solo i precari possono richiedere la Naspi alla scadenza del contratto di lavoro. Vediamo di chiarire tutti i dubbi e le perplessità sulla Naspi nel mondo della scuola nei prossimi paragrafi.

Quali sono i requisiti per avere la Naspi?

Fino a qualche anno fa erano richiesti diversi requisiti per aver diritto all’indennità di disoccupazione. Oggi, invece, il requisito da rispettare, oltre alla perdita involontaria del lavoro, è solo uno: avere almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti.

Hanno diritto alla Naspi nella scuola pubblica, quindi:

  • coloro che perdono il lavoro per licenziamento da contratto a tempo determinato;
  • coloro a cui scade il contratto a termine;
  • coloro che presentano dimissioni per giusta causa;
  • le neo mamme che, con contratto a tempo determinato, presentano dimissioni nel primo anno di vita del bambino o, comunque, nel periodo tutelato dal licenziamento (da 300 giorni prima del parto all’anno di vita del bambino).

Come abbiamo detto unico requisito contributivo richiesto è che si abbiano almeno 13 settimane di contributi versati nel quadriennio precedente. E questo significa che anche una supplenza breve potrebbe dar diritto alla Naspi visto che per soddisfare il requisito si prederebbero in considerazione anche eventuali contratti sottoscritti negli anni precedenti.

Come si presenta la domanda di Naspi?

La domanda per avere l’indennità di disoccupazione Naspi va presentata all’Inps in modalità telematica e si può procedere in autonomia se si è in possesso di Spid, Cie o Cns. In alternativa ci si può avvalere dell’ausilio di un centro di assistenza fiscale o di un professionista abilitato.

Ma quando va presentata la domanda di Naspi? Per la presentazione è necessario attendere che il contratto di lavoro finisca ma si ha tempo solo 68 giorni dalla cessazione, pena la perdita del diritto all’indennità.

La domanda può essere presentata anche il giorno successivo alla scadenza del contratto ma l’indennità coprirà solo a partire dall’ottavo giorno di disoccupazione. Per chi presenta la domanda entro l’ottavo giorno l’indennità partirà proprio dall’ottavo giorno dalla scadenza del contratto o dalla cessazione. Per chi la presenta dopo l’ottavo giorno la decorrenza dell’indennità sarà dal giorno successivo a quello di presentazione.

Ci sono altre casistiche che prevedono che l’indennità parta dopo un tempo diverso, ma non riguardando il mondo della scuola e i precari, eviteremo di approfondire l’argomento.

Serve essere disoccupati

Per richiedere la Naspi non basta avere un contratto a tempo determinato con la scuola scaduto. Se si hanno altri lavori, ad esempio part time ma a tempo indeterminato, la Naspi non sarà riconosciuta.

La durata della Naspi non è uguale per tutti ma varia in base ai contributi versati nei 4 anni precedenti: l’indennità, infatti, dura la metà delle settimane di contributi versati nel quadriennio precedente la richiesta.

Che importo di Naspi spetta?

L’importo, come la durata della Naspi, è variabile da lavoratore a lavoratore. Infatti esso è definito dalle retribuzioni medie degli ultimi 4 anni.

Se le retribuzioni medie in questione hanno un importo pari o inferiore a 1.352,19 euro spetta, di tale importo, il 75%. Se è superiore oltre al 75% di 1.352,19 euro si aggiunge il 25% della differenza della media ottenuta e 1.352,19 euro. In ogni caso l’importo mensile non può superare i 1.470,99 euro mensili.

Da ricordare che l’importo pieno spetta per i primi 5 mesi e dal sesto mese in poi si riduce del 3% ogni mese (per gli over  55 la riduzione scatta solo a partire dall’ottavo mese).

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