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Naspi neo mamma che si dimette: quando spetta alla dipendente pubblica?

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La neo mamma che lavora a tempo indeterminato per la pubblica amministrazione non ha diritto alla Naspi se si dimette.

A tutela della maternità la normativa prevede, per la mamma che si dimette volontariamente dal lavoro nel periodo coperto dalla tutela contro il licenziamento, la possibilità di fruire della Naspi. Questo significa che per la neo mamma che si dimette entro l’anno di vita del figlio c’è il diritto alla Naspi anche in caso di dimissioni volontarie (è l’unico caso in cui la Naspi spetta per dimissioni volontaria, tra l’altro). Ma l’indennità spetta alla neo mamma in caso di dimissioni solo nei rapporti di lavoro per i quali il beneficio è previsto.

Rispondiamo ad una lettrice che ci scrive:

Buongiorno, ho letto i vostri articoli in merito alla richiesta dell’indennità di disoccupazione ma nel mio caso specifico non capisco se effettivamente ne avrei diritto.. Mi spiego.. Sono una dipendente pubblica a tempo indeterminato, sono un’infermiera in un azienda pubblica e ho avuto una bambina che compirà il suo primo anno di vita a settembre 2021. Vorrei dare le dimissioni dal mio luogo di lavoro prima di settembre e al momento sto usufruendo della maternità facoltativa. Da febbraio 2016 a novembre 2018 ho lavorato come dipendente privata, da novembre 2018 ad oggi come dipendente pubblica.. Negli articoli che ho letto potrei aver diritto alla disoccupazione se questa avviene prima del compimento dell’anno di mia figlia ma potrei non averne diritto in quanto sono una dipendente pubblica a tempo indeterminato.. Come dovrei procedere quindi? Grazie 

Naspi neo mamma PA

Per i dipendenti pubblici la Naspi spetta solo qualora il rapporto di lavoro sia a tempo determinato. Di fatto, quindi, il dipendente pubblico ha diritto alla Naspi con contratto a termine in caso di scadenza dello stesso. Ma anche nel caso che la neo mamma si dimetta prima della scadenza del contratto (a patto che lo faccia entro il compimento del primo anno di vita del bambino).

La Naspi, invece, non è prevista in nessun caso per il dipendente pubblico che abbia contratto a tempo indeterminato.

Pur avendo contributi versati anche nel privato non avrebbe diritto alla Naspi: nei 4 anni che precedono le dimissioni volontarie, infatti, le potrebbe anche individuare le 13 settimane di contributi (nel settore privato) necessarie all’accesso alla misura visto che dovrebbe prendere a riferimento il periodo che va da settembre 2017 a settembre 2021.

Considerando, poi, che per tutti gli eventi di disoccupazione intervenuti entro il 2021 non è richiesto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo (che andrebbero individuate sempre nel lavoro privato) potrebbe avere diritto; purtroppo però la Naspi va richiesta entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro che ne da diritto (quindi cessazione del rapporto di lavoro nel privato) e lei non può soddisfare questo requisito visto che le dimissioni volontarie dal pubblico impiego della neo mamma non danno diritto alla Naspi.

Di fatto, quindi, se lascia il suo posto di lavoro entro settembre 2021 non avrà diritto a nessuna indennità di disoccupazione visto che quest’ultima non è riconosciuta ai dipendenti della pubblica amministrazione.

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